L’adunanza dei traguardi


Sono stata in viaggio per 10 giorni. Lunghi, intensi. È accaduto tutto il possibile. La bellezza, l’amore, il dolore, la cura, la speranza, l’apprendimento.
La mia anima ha vibrato a livelli pazzeschi.
Torno a casa. Mi aspetto di trovare le piante bisognose di acqua. Ed invece non solo non ne era necessaria nemmeno una goccia, addirittura due si sono espanse.
Ecco di cosa avevano bisogno, essere lasciate libere.
Stamattina concludo felicemente una psicoterapia.

Nella restituzione affido ad entrambe le parole:

semplicità,

semplifica,

lascia andare per espandersi

FESTEGGIA.


Vi racconto una breve storia che ho scritto in merito a questo.


Un giorno il traguardo stanco di non essere considerato convocò gli altri traguardi. Avviarono un dialogo serrato. Erano stanchi e mortificati. Come è possibile che non ci notino? Uno tra loro ascoltò tutti e alla fine così decretò:”ci trasformeremo prima in piccoli dolori, ognuno da sé. Se non basterà ci uniremo e diventeremo un grande dolore”.
Tutti d’accordo, così fecero. Da ogni parte, lentamente avviarono la loro strategia. Non bastò, misero in atto la grande trasformazione. Quando divamparono, crearono scompiglio. Agitazione, confusione, strepitii. Il dolore divenne potente e fu prima paura, poi rabbia incontrollata. Il male collaborò. Uscirono tutti i demoni e solo quando si guardarono davvero in volto, l’ombra ritornò luce ed essa si espanse.


Miei cari lettori, festeggiate i piccoli traguardi.
Con gratitudine
Angelina Pettinato

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