Il linguaggio segreto delle parole


Parola, scrittura e apprendimento. Qualche giorno fa è uscito sul Corriere della Sera un articolo nel quale si spiegano i benefici della scrittura a mano. Questo mi da il la per avviare delle riflessioni ulteriori sull’argomento ed oltre.

Se da un lato la tecnologia ha permesso di rendere lo scritto leggibile per tutti, attraverso segni standardizzati, dall’altro, pur potendo suscitare emozioni profonde e rivelando il sentire dello scrittore, ci priva dell’artigianato scrittorio.

L’atto di scrivere a mano rivela l’arte interiore della persona che impugna la penna. Sebbene ogni lettera abbia una forma precisa, assume una sua identità artistica ogni volta che nasce su un foglio. Questa nascita continua dà informazioni preziose sulla personalità, sugli Intenti e la qualità attuale del flusso di colui che scrive.

Il presupposto della scrittura è la parola. Anch’essa è un atto creativo, una delle più entusiasmanti conquiste evolutive dell’essere umano. Grazie ad essa, è stato possibile dare più colore ai pensieri e sentimenti. Il suo uso ha permesso di approfondire e di entrare più in profondità dentro se stessi. Ha dato voce e creato ulteriore traccia dell’esperienza.

Essendo una vibrazione, risuona a livello metabolico potendo modificare lo stato di salute psicofisica tanto nel bene che nel suo contrario. Possiede una qualità energetica legata al suo significato. Vi si ricorre sia per comunicare con se stessi (nel proprio silenzio interiore) che con gli altri (attraverso il dialogo), sia in forma parlata che in quella scritta.

Il modo in cui viene combinata con le altre informa sulla qualità e fluidità del pensiero, della relazione e dell’apprendimento.

Curarla significa pertanto curare il pensiero, la relazione e l’apprendimento.

Comprenderne i segreti permette all’essere umano di dosarla e metterla al servizio della propria realizzazione personale.

La mia esperienza clinica e formativa mi conferma di quanto la parola diventi un’ancora di apprendimento determinando il successo personale è relazionale ma anche quello scolastico e professionale.

La scuola, la famiglia ed ogni luogo pedagogico deve tenere conto di come viene usata, permettendo l’acquisizione della consapevolezza su come usarla e sul suo impatto emotivo, cognitivo, fisico e spirituale.

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