Se alimento il tuo EGO non ti amo 1


La fase che sta attraversando la nostra umanità è molto complessa. Il progresso ha scoperto e cavalcato la velocità con mezzi sempre più sofisticati, e tutto ruota e, si sviluppa in spirale per alcuni, a frequenze molto elevate.
Analizzando l’evoluzione delle relazioni anche solo dal punto di vista statistico, si nota che “la separazione” e la “conflittualità” sono elementi costanti.
Questo dato è rilevante perchè focalizza tutto sulla relazione.
La comunicazione sulla quale tutti i formatori si basano è diventato un “mezzo di accaparramento”, di “sottolineatura del proprio ego”, di “fognatura energetica”. Ogni giorno in presenza e in virtualità ci si dedica a giochi perversi che continuano a scavare il fosso e tendono a separare ciò che invece dovrebbe tenere uniti. Più aumenta questo tipo di profondità, maggiore è il senso di paura che genera, più probabili sono gli attacchi che per gestirla si metteranno in piedi.
Un gioco più grande che mira a garantire la separazione.
A livello individuale si gioca la stessa partita: separare le parti del Sé. Facciamo poco caso a cosa mangiamo, a come ci curiamo, al rapporto che abbiamo con il denaro e con gli oggetti, alle parole che usiamo. Facile entrare nella logica del trattenere. Investimenti al minimo e convenzionali, protetti da un sistema nel quale è davvero difficile perdere e che lega per questo con la paura: meglio un poco garantito che un molto non garantito.
Atteggiamento pseudosaggio che ci tiene lontani dall’abbondanza. L’abbondanza è un atteggiamento di gioia per ciò che di bello accade dentro e fuori di noi, a noi e a chiunque incontriamo, indipendentemente se intratteniamo con essi rapporti amichevoli, amorosi e via dicendo.
Se vogliamo davvero contribuire alla crescita reale dell’Umanità bisogna spogliarsi di ogni bisogno egoico di emergenza, recidere i legami attraverso i quali rendiamo “servi del nostro ego” le persone che ci circondano. Rientrare nel campo della relazione e comunicare “al di sopra” delle paure, delle rabbie e dei rancori, vibrando in modo autentico e senza alcun sentimento di attaccamento, è fondamentale.
Interrogarsi sulla qualità delle relazioni che viviamo e sul reale contributo che apportiamo determinerà la direzione di tutto.
Astenersi dai giochi perversi e avere il coraggio di transitare oltre le emozioni che li generano, determinerà la felicità.
C’è un’unica urgenza: smettere di combattere e cominciare a camminare “alla pari”. Nessun gioco di sopraffazione sottile o grossolano. Contatti reali senza alcun attaccamento e con contentezza per i traguardi raggiunti.
Se rinunci alla tua essenza, nulla può funzionare.
Se la nutri di azioni amorevoli, se cerchi davvero l’amore, fuori e dentro di te, puoi raggiungere il tuo livello più elevato.
Questa riflessione me ne porta un’altra legata alla protezione.
Chi protegge “le ombre di chi ama” deve interrogarsi sulla qualità dell’amore che li unisce: l’iperprotezione determina una ipotrofizzazione della capacità dell’altro di essere libero.
Se ci adoperiamo per evitare a chi amiamo alcuni eventi stressanti dobbiamo assumerci la responsabilità di contribuire a renderli più fragili. La lupa che tiene il lupacchiotto nella tana per troppo tempo non lo ama per come dovrebbe.
Chi sostiene la rabbia e la paura delle persone amate non le aiuta ad uscire fuori dalla tana.
Chi garantisce il tuo ego ti indebolisce nel medio e lungo termine.
Chi parteggia nelle guerre, alimenta l’energia distruttiva dalla quale verrà travolto.
La forma più alta d’amore è elevarsi sopra le parti ed agire per unire le parti del Sé separate e così facendo permettere che arrivino persone e situazioni che nutrano d’armonia il campo dell’amore.
L’amore torna ad essere l’unico vettore.
Un mantra utile potrebbe essere questo:
Io amo al di sopra delle parti.
Io amo l’Uno, il silenzio che insegna, la parola che plasma, l’azione che costruisce.
Io proteggo nella Presenza, benedico nell’Assenza.
amore al di sopra delle parti

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