Ho ucciso i competitor con la presenza 2


ASSUMITI LA RESPONSABILITA’ della PRESENZA.
I pensieri cavalcano a velocità inaudite. In un attimo puoi trasferirti dal tuo salotto a quando eri bambina. Puoi spostarti sul fiume Mississipi vestito da gran dama o cavaliere, oppure andare nel 2040 e vederti alle prese con la raccolta dei tuoi successi.
Tutto senza muovere un dito.
Fanno tutto l’immaginazione e la memoria.
Questi passaggi “temporali” continui “rubano” spazio al presente.
Ricordate il film Ritorno al Futuro?
Rivederlo adesso alla luce di quello che so sull’energia e la materializzazione della reatà, mi fa venire i brividi.
L’essere umano materalizza, rende materia un intento profondo ed anche uno superficiale.
Per farlo si avvale di pensieri. Il successo sta nella sua capacità di organizzarli, eliminando quelli che non servono, tenendo a bada quelli che potrebbero essere utili in seguito e potenziando quelli necessari per la realizzazione nel qui ed ora.
La Presenza è lo spazio energetico nel quale materializzare.
La materializzazione necessita di disciplina.
Ti concentri sulla mela? Via gli altri frutti e tutto quello che ognuno di essi procuce dentro di te.
Più stai sulla mela, più ne comprendi il senso.
Un esempio banale per spiegare l’importanza della disciplina.
Concetrati su quelli utili e sii ribelle.
La ribellione porta alla vittoria quando hai “in mano” il pensiero giusto.
Altrimenti è altro ma non ribellione nè opportunità di conquista.
Nel dare una nuova direzione alla mia professione ho preso una serie di decisioni. Alcune molto dolorose, altre meno. Ci sta.
Tra le meno dolorose e in apparenza più banali quella di togliere il famoso “segui già” da tutti i profili professionali che in qualche modo propongono attività similari.
Perchè? Ho deciso, contrariamente a quanto suggerirebbero saggiamente tutti i guru del marketing, di evitare qualsiasi tipo di condizionamento su tipologia di attività, tempi di realizzazione e modalità di comunicazione. Ho scelto di seguire solo il mio sentire.
In questo modo ho:
  • eliminato pensieri inutili sul “confronto pro competizione”;
  • risparmiato tempo nella lettura e ascolto dei messaggi con tutto il lavorio emotivo e cognitivo che generano;
  • investito il tempo guadagnato in attività utili e piacevoli per me.
Un rischio, certo. Ma stare “nella giungla” scappando più velocemente della tigre, piuttosto che della lumaca, mi procurava ansia e preoccupazione distogliendomi dalla mia missione.
Entravo di rado nei profili. Non è mia abitudine. Tuttavia, i continui post che arrivavano sulla mia Home mi fermavano per ore senza tuttavia darmi un reale aiuto. Chiaro è che era il mio modo di pormi alla notizia che determinava la mia reazione. L’idea di studiare il competor mi metteva in una condizione di “preparazione all’attacco” e questo non faceva bene alla mia anima.
Rischioso non studiare il competitor ma lo era di più perdere la mia anima.
E’ vero: non ho idea di quello che fanno gli altri. Potrei proporre la stessa cosa nello stesso periodo e quindi diminuire la probabilità di accesso alla mia offerta. Si, è possibile.
Ma voglio guardare chiunque senza alcun condizionamento. Voglio poter loro sorridere senza alcuna paura. Condividere con loro ciò che sono, crescere insieme a loro. Per far questo bisogna viverci tutti come persone al di là del ruolo, dei profitti, delle offerte.
Questa “guerra” a chi offre di più, a chi fa il post più bello, a chi sceglie la frase più impattante, questi “mi piace” strategici, queste “condivisioni” con doppio scopo, le partecipazioni “per studiare il nemico”, sono frutto di una mentalità perversa che distrae dal vero scopo dell’esistenza: realizzare la propria essenza nella Presenza.
Ho scelto di usare i social media per raggiungere le persone che hanno un reale bisogno della mia professionalità, del mio sentire e di interagire con chi davvero può essermi utili per evolvere.
Una navigazione lenta, costante, in crescita.
Ho scelto “il silenzio” per fare “musica” a modo mio.
Tutti abbiamo un posto nel mondo. Dobbiamo prenderlo senza togliere spazio a nessuno.
Una regola aurea: ciò che togli, ti verrà tolto. Ciò che dai, ti verrà dato.
Questo è un altro esempio di come coltivare la PRESENZA.
Accogli il rischio, elimini gli “elementi di disturbo”, potenzi il tuo pensiero e lo offri al mondo pulito da qualsiasi retropensiero, raccogli i risultati, li valuti con schiettezza, aggiusti il tiro, e continui a offrire ricevendo.
Disciplina: questa è la parola-guida.
Tu conosci te stesso, tu puoi “uccidere i mostri”,
tu puoi piantare una ghianda perchè diventi quercia.
Stare in Presenza significa
lavorare sul proprio potere personale e sull’autostima.

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