I Sensi della Presenza


I sensi e le convinzioni devono comunicare efficacemente per poter prendere le decisioni migliori al momento giusto.

La sensorialità è la porta della Presenza.

Le convinzioni illuminanti l’opportunità di espandere nel futuro gli effetti benefici della Presenza.

 

La sensorialità è un elemento fondamentale nella crescita personale.

Come Heimdall, il custode della porta nel film Thor, rappresentano l’opportunità di entrare ed uscire nel mondo.

Gli occhi, le orecchie, la pelle, il naso e la lingua consentono all’essere umano di “fare esperienza” del fuori di noi e costruire sulla base di esse idee e interpretazioni su quanto accaduto e su quanto e cosa potrebbe accadere vivendo in futuro.

Da un lato permettono quindi di stare qui e adesso e dall’altro di prevedere cosa sarà in futuro messe in connessione con l’esperienza passata.

L’esperienza sensoriale entra in contatto con il passato e sulla base di questo integra ciò che è nuovo, ampliando il ventaglio di scelte, o confermando ciò che è stato. Può anche accadere che la discordanza tra l’una e l’altra possa permettere di abbandonare una convinzione per crearne un altra più convincente. Se tuttavia la convinzione è fortemente radicata, può trascinare con sè i sensi e determinare la loro stessa direzione.

Facciamo un esempio per capire meglio.

Gli uomini con la barba nera mi ispirano fiducia perchè una volta un signore che l’aveva mi ha aiutato.    La barba ha ancorato un ricordo positivo guidando l’interpretazione e generando una convinzione. Tale convinzione, tuttavia, può essere limitante. Non è detto che tutti gli uomini con la barba siano disposti a dare una mano. Ma se io lo penso, mi rivolgo preferibilmente sempre a loro riducendo l’opportunità di dare fiducia in un dato contesto alle sole persone con questa caratteristica. È evidente che io faccia una selezione a monte, direzionando il senso verso la barba.

Stando nei sensi qui ed ora, senza pregiudizio (tenendo a bada le convinzioni), ho l’opportunità di guardare tutti i dettagli e poi passare al livello dell’interpretazione. Chiaro è che le convinzioni vanno anche ascoltate solo che tenendole a freno nei primi momenti di interazione, ci apriamo all’autenticità dell’attimo e cogliamo più opportunità di crescita. Questa autenticità ci permette di lavorare sulle convinzioni stesse per rinforzarle o invece modificarle in meglio.

I sensi sono il famoso qui ed ora. Ciò che vivi è sempre nuovo se stai in questa dimensione.

Questo ha dei pro e dei contro.

Un contro importante è che viver costantemente nel nuovo crea una scissione con gli insegnamenti delle esperienze precendenti. come se nulla fosse stato appreso. Sarebbe una gran faticaccia. Un annullamento della memoria a lungo termine.

Un pro interessante è che non ci sono pregiudizi o interpretazioni di fatti simili che possano incidere sulla qualità di quell’istante. Sospeso il giudizio, tu vivi pienamente l’adesso.

L’ideale è sempre nel mezzo.

Vivi qui ed ora la sensorialità lasciandoti guidare.

Concediti il tempo del viaggio e poi integra con i cammini precedenti reincorniciando in modo efficace.

In questo modo coltivi la memoria, stai nell’hic et nunc e apprendi riducendo il grado di giudizio e aumentando quello di leggerezza. Nè buoni nè cattivi ma momenti-maestri assimilati a tutti gli altri e disponibili per nuove intuizioni e azioni.

Sensi e convinzioni flessibili aumentano il ventaglio delle opportunità che riusciamo a cogliere in ogni interazione e relazione, stimolando la creatività e facilitando il processo di scelta.

Impara ad auto-osservarti.

Quale senso usi di più?

Quale devi allenare?

Dove ti conduce?

Cosa ti insegna?

Quanto le tue convinzioni pregiudicano il lavoro dei sensi?

 

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