ERESIA, MATERNO E PATERNO nello SVILUPPO DELLA LIBERTÀ


ERESIA, MATERNO E PATERNO nello SVILUPPO DELLA LIBERTÀ

“Vi auguro di essere eretici.

Eresia viene dal greco e vuol dire scelta.

Eretico è la persona che sceglie e, in questo senso, è colui che più della verità ama la ricerca della verità.

E allora io ve lo auguro di cuore questo coraggio dell’eresia.

Vi auguro l’eresia dei fatti prima che delle parole, l’eresia della coerenza, del coraggio, della gratuità, della responsabilità e dell’impegno.

Oggi è eretico chi mette la propria libertà al servizio degli altri.

Chi impegna la propria libertà per chi ancora libero non è.

Eretico è chi non si accontenta dei saperi di seconda mano, chi studia, chi approfondisce, chi si mette in gioco in quello che fa.

Eretico è chi si ribella al sonno delle coscienze, chi non si rassegna alle ingiustizie.

Chi non pensa che la povertà sia una fatalità.
Eretico è chi non cede alla tentazione del cinismo e dell’indifferenza.

Eretico è chi ha il coraggio di avere più coraggio.” Giordano Bruno

Ho avuto l’opportunità di approfondire la morfopsicologia e di discuterne con molti allievi. Louis Corman, il padre di questa disciplina, ha saputo affascinarmi. Studiare la sua posizione è stato molto interessante.

Il viso rivela come si armonizzano l’istinto, il sentimento e il pensiero. Il loro insieme ci indica una strada da seguire per comprendere come l’essere umano esperisce il mondo e integra la realtà percepita con le sue istanze profonde.

Se dividiamo il viso in due parti uguali in senso verticale e in tre in senso orizzontale, dalla tonicità della pelle, dall’analisi dei recettori (occhi, naso e bocca) e dai lineamenti è possibile leggere le sue tendenze a vivere secondo il criterio della sopravvivenza e quello del “rischio della sperimentazione”. Quando tutto è in equilibrio siamo davanti ad un uomo che sa “guardarsi la pelle” e sa rischiare oltre i limiti imposti dalla sopravvivenza stessa.

Il volto dunque ci dà delle informazioni su come l’essere umano si spinge verso l’autonomia e la realizzazione.

Al di là dell’adesione o meno a questo approccio, ciò che mi interessa approfondire è come la funzione materna (protezione) e quella paterna (l’autonomia) dialoghino tra di loro. Una maggiore atonia a sinistra rivela un legame down con la “madre”, a destra rivela un legame down con il “padre”.

I termini “madre” e “padre” sono da leggersi in termini di funzioni, non necessariamente di relazione reale per quanto funzione e relazione possono coincidere nella raccolta delle informazioni storiche delle persone.

Il corpo dunque informa. Siamo noi a dover imparare a leggere i suoi segni e a condividerli per produrne un miglioramento e quindi un avanzamento evolutivo.

Come si collega questo discorso con l’eresia?

L’eresia è un atto integrato destro-sinistro, un atteggiamento di alta indipendenza grazie al quale valutiamo le regole e decidiamo se aderire in base alla risonanza con la nostra intimità. Grazie ad esso creiamo nuovi sistemi di lettura della realtà e conoscendo il mondo comprendiamo meglio noi stessi.

Perché l’eresia sia davvero uno strumento potente di avanzamento evolutivo l’atto sinistro deve essere armonizzato, integrato, accettato con quello destro.

Allora si che il testo di sopra di Giordano Bruno diventa il manifesto della libertà.

Il materno e il paterno devono essere compresi e pacificati da chiunque voglia realizzarsi a 360°.

La pacificazione con la “madre” e il “padre” significa accettarne la linea educativa. Ciò non significa condividerla ma comprenderla per capire che impronta dare al proprio materno. Da qui lo slancio a muoversi oltre le paure e trasformare le difficoltà in opportunità.

In che modo tua madre e tuo padre hanno inciso nella tua vita personale e professionale?

Quali tratti riconosci di lei e di lui? Quali ritieni di aver ereditato? Le persone che ti sono più vicine a te cosa ne pensano dei tratti acquisiti.

Spesso dalla scrittura e dal confronto nascono nuove visioni e vere opportunità evolutive.

Riflettere su questi aspetti è fondamentale. La scrittura diventa uno strumento potente per poter davvero individuare la linea e il suo condizionamento.

 

 

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