La consapevolezza non basta, ci vuole forza di volontà


La consapevolezza non basta, ci vuole forza di volontà.

La consapevolezza è un elemento fondamentale per comprendere come funzioniamo e che cosa possiamo fare per migliorare, raggiungere i nostri obiettivi.

Istinto, sentimento e razionalità lavorano in sinergia per aiutarci a fare un quadro della situazione e ad agire in modo corretto per noi e in quello specifico momento. Il corpo in questo diventa un veicolo fondamentale. I suoi segni tuttavia vanno adeguatamente interpretati e messi al servizio del raggiungimento dell’obiettivo.

Qui, la consapevolezza gioca un ruolo fondamentale.

Il famoso groppo allo stomaco potrebbe essere un’attivazione di fronte a qualcosa di importante.

Si chiude nella fase iniziale per poi aprirsi quando comprendi l’effettiva difficoltà del compito e la sua risoluzione. Potremmo dire che è una focalizzazione, un attenzionamento piuttosto che un attacco di ansia, preludio di una sicura sconfitta.

Sapere che “lo stomaco si chiude” quando inizi un compito complesso aiuta a stare lucidi e a dirsi: “ok, sto iniziando. È una cosa importante per questo il mio corpo si è attivato. Che poi, il tuo corpo sei tu”!

Ottimo! Abbiamo capito come interpretare il segno.

Ma è sufficiente per arrivare a meta?

Spesso le persone che vengono in consulenza, intraprendendo il loro percorso di narrazione del Sé, mi riferiscono di essere consapevoli di ciò che non funziona fuori e dentro se stessi. Eppure il sapere non basta loro per capire come fare.

Subentrano altri quattro elementi fondamentali della crescita personale:

  1. la forza di volontà;
  2. l’immaginazione;
  3. l’azione focalizzata;
  4. l’amore.

Qualsiasi processo di apprendimento (leggi di crescita personale) necessita di tutti questi elementi.

FORZA DI VOLONTÀ

È quel livello energetico senza il quale tutto avviene ma niente insegna. Negli alti e bassi del processo (umore alto-umore basso, eccitazione-stanchezza, ecc) è l’ago della bilancia. Possiamo dire che è la mano che gira la manopola del volume verso l’alto quando è in basso, e verso il basso quando è troppo in alto. Nei momenti no, dopo la “giusta apatia”, è il “la” che permette di continuare.

Quando acquisiamo nuove conoscenze, competenze, abitudini è normale passare dei momenti no, essere stanchi e vivere un calo di motivazione. Il corpo dopo la fase di eccitazione (mi piace tanto ciò che sto facendo) ha bisogno di andare “down” (sono stanco, mi fermo). Il processo di apprendimento necessita di un periodo di incubazione che potrebbe iniziare proprio in questa fase. L’azione di arresta, il traguardo non è ancora raggiunto, è un periodo di “silenzio-assorbimento” che conduce a quell’istante di illuminazione che consente lo sprint finale e il taglio del nastro del traguardo agognato.

La forza di volontà segue questa linea temporale punteggiandola attarverso la narrazione di ogni fase.

Di tutte queste, quella del silenzio del periodo “down” è nevralgica. Qui si gioca buona parte della partita. Se lo vivi come segno di sconfitta devierai, se comprendi che è un momento di assorbimento rimarrai focalizzato anche se la stanchezza mentale e fisica si fa sentire.

L’attenzione al racconto che tu fai rispetto alle esperienze che vivi è fondamentale non solo per determinarne il successo ma anche e soprattutto per sentirti adeguato, capace, efficace.

IMMAGINAZIONE

Il processo di apprendimento (ricordi che devi leggerlo come crescita personale?) si nutre ed evolve nell’immaginazione. Invece di studiare la mappa per entrare in città, devi costruire la città per poi disegnare la mappa e proseguire il cammino. Ci sono diversi esercizi che si possono fare. Uno dei tanti è visualizzare la fine e andare a ritroso fino all’inizio.

Hai un obiettivo da raggiungere? Immagina di esserci già e sii dettagliato nella descrizione: dove sei, come sei vestito, cosa stai provando, chi c’è con te, che tempo fa, che giorno è. Scrivilo. E poi con lo stesso criterio immagina cosa hai dovuto fare per arrivare a meta. Anche qui sii dettagliato.

L’immaginazione, la creatività sono elementi importanti. Io li uso nel processo psicoterapeutico e lavoro perchè chi si rivolge a me li usi con gioia. Se all’inizio è difficile, poi diventa molto divertente.

Diceva Einstein: “L’immaginazione è più importante della conoscenza. La conoscenza è limitata, l’immaginazione abbraccia il mondo, stimolando il progresso, facendo nascere l’evoluzione”.

AZIONE FOCALIZZATA

Qualsiasi cosa tu voglia fare, c’è una sola strada da seguire: agire. L’azione deve essere tuttavia focalizzata, orientata all’obiettivo. Cosa devi fare per raggiungerlo? Questo elemento sembra più semplice da comprendere quando lavoro per potenziare il Sé professionale. In quel caso viene più facile fare l’elenco delle competenze e conoscenze che si hanno, autovalutarle e scegliere cosa fare per alzare il livello. Una facilità apparente se non si ha una buona autostima e la capacità di valutare in modo “oggettivo” ciò che effettivamente si sa e si sa fare.

Tuttavia, “il gioco dell’elenco” è utile in tutti gli ambiti della vita. La logica rimane la stessa, pur non essendo sufficiente.

AMORE

L’amore muove il mondo. Frase retorica ma reale. Tra tutti i sentimenti è quello che conduce all’appagamento, alla realizzazione, alla contentezza. Se siamo guidati dall’amore per noi stessi, se riconosciamo il nostro valore umano (in primis) e poi professionale, se curiamo pensieri, parole e azioni possiamo davvero compiere i miracoli, sanare le ferite.

Questo elemento è imprescindibile per sentirsi autenticamente realizzati. Puoi raggiungere il livello più alto della tua professione, espandere in tutto il mondo le tue idee ma se non hai amato e non ti sei fatto amare, nulla vale, niente riempie il vuoto.

Di tutti gli spazi della vita, questo è quello che deve essere riempito con maggiore forza di volontà, azione, consapevolezza e azione focalizzata. Qualsiasi cosa vogliamo fare, è l’amore che dà sapore, che dà gusto all’esistenza. Accompagnare nel processo di ri-innamoramento di chi si affida a me è la sfida più grande che affronto tutti i giorni in consulenza e nei corsi che tengo.

C’è un’emergenza d’amore che sento sempre più forte perchè la percezione della sua mancanza determina il disagio più profondo. Per amore si muore, per amore di vive. Non è romanticismo, è ossigeno, è endorfine, è fisiologia che ti tiene in salute. La biologia resta il campo della comprensione della natura umana e della sua realizzazione.

Ci sono grandi inventori della storia dell’umanità che, sul finire dei loro giorni, hanno rimpianto di non aver amato abbastanza se stessi e gli altri, di essere stati in “una continua fase di eccitazione” tale da aver fatto perdere “il senso profondo della loro stessa vita”, dandola in pasto alla solitudine e alla malattia.

L’amore può tutto. È il filtro che ti permette di interpretare i segni. Per questo va tenuto pulito, vissuto, accolto e condiviso.

CONSAPEVOLEZZA, FORZA DI VOLONTÀ, IMMAGINAZIONE, AZIONE FOCALIZZATA e AMORE sono i pilastri della crescita personale. Quando si muovono in modo sinergico tutto fluisce. Quando sono in disequilibrio, creano disagio.

Il processo di narrazione del Sè, secondo il mio approccio legato alla parola e alla scrittura terapeutica, costruisce la sceneggiatura e va in scena basandosi su questi elementi.

Quindi, alla domanda: “Basta la consapevolezza per migliorare”? La risposta è: “no, ci vogliono anche forza di volontà, immaginazione, azione focalizzata e amore”.

a tu per tu PROMOZIONE

 

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