L’importanza di amare: l’effetto boomerang 2


 

A boomerang tutto ciò che fai torna indietro e ad una velocità superiore.

Mi siedo per scrivere il mio articolo. Non so ancora l’argomento. Mesi fa ho tentato di fare una programmazione. L’ho seguita per un mese poi la matta che sono ha preso un’altra direzione. Lascio che sia e ogni volta trovo il tema da affrontare.

Arriva un messaggio di una persona che ha acquistato il mio romanzo Ad un passo da noi.

“Sono a pagina 23 e sono già stata rapita”. Mi emoziono. Prendo il libro e vado a pagina 23.

Era arrivata con gli abiti sporchi e logori.
Chiesi di poterla avere in camera con me. Le preparai un bagno
caldo, le diedi alcuni dei miei vestiti e una fetta di torta. Gabriela
era un’anima pulita. I suoi occhi azzurri celavano un mistero
che avrei capito anni dopo. Oltre ad essere una piacevole compagnia,
era anche un’ottima allieva. Aveva imparato subito a far
di conto, a scrivere e a leggere. La sera a lume di candela, prima
di dormire, leggeva il romanzo di turno e lo commentavamo tra
le risate. Teresa poi entrava in camera per intimarci di dormire
ma finiva sempre ad abbracci e tenere prese in giro. Ero felice di
avere qualcuno accanto che comprendesse ciò che sentivo e mi
accettasse per quello che ero senza invidie e cattiverie.
Le domeniche uscivamo per la messa e ci fermavamo nella piazzetta
vicino alla Igreja do Carmo a parlare e a guardare i giovanotti
che circolavano per le strade. Cominciavamo a sentire il
desiderio di essere corteggiate e immaginavamo il momento in
cui avremmo incontrato due principi, con dovizia di particolari.
Quindi ce la ridevamo tra di noi, e correvamo in chiesa. Ricordo
con grande tenerezza quei momenti.
Quando arrivavano i pacchi di mio padre piangevo perché più
che regali avrei voluto viverlo. Per anni avevo pensato: “meglio
povera ma con lui”. Sapevo che si era trasferito in un’altra
città, lasciando il compito ad un suo fedele servitore di farmi
recapitare il necessario. Ogni tanto mi inviava delle lettere in
cui mi chiedeva di raccontargli le mie giornate. Insisteva sulla
mia istruzione. Voleva fossi libera, diceva, che la libertà me l’avrebbero
data lo studio e l’audacia. Mi ripeteva di essere stato
un vigliacco, che avrebbe dovuto sposare mia madre, rendere
pubblica e ufficiale la loro unione; sfidare le convenzioni sociali
e scegliere la felicità invece delle responsabilità: “Che poi anche
la felicità è una responsabilità. Ed io sono stato gravemente irresponsabile.
Perdona la mia codardia e sii felice”. Lo pregavo
di prendermi con sé, di superare i suoi sensi di colpa facendo
la scelta giusta. Agli occhi suoi, della mamma e di Dio io ero
sua figlia. Non volevo le sue ricchezze, volevo il suo amore. Per
tutta risposta, lui spariva per mesi. Ricompariva con una nuova
missiva come se nulla fosse e ricominciava tutto daccapo. Era
un uomo abituato a vivere i suoi sentimenti di nascosto.
Accettai anche questo e andai oltre.

Amore e accettazione: due strumenti potenti di guarigione.

Da un lato c’è Gabriela che arriva nel convitto e accetta totalmente Julia. Julia nasce mentre Lisbona trema. Figlia illegittima, vive i primi anni serena sebbene nascosta al mondo. Il padre ama la madre e la figlia ma non riesce ad andare oltre le convenzioni. L’Universo alza il tiro con lui. Perde la donna della sua vita. Ha una nuova occasione: accogliere la bambina. Non ci riesce. La manda in convitto premurandosi che abbia tutto ciò che le serve. Le scriverà ma non riuscirà mai a prendersi la piena responsabilità dei suoi sentimenti.

Julia dovrà mettere in campo tutto il suo essere per andare oltre. Il primo passo lo compierà quando, dopo l’arrivo di Gabriela e i mesi di tormento per non poter vivere il padre, accetterà la sua condizione.

Quanto è importante dare valore al proprio sentire?

Il padre di Julia non è cattivo. Non riesce ad affrontare la sua verità e questo lo conduce a perdersi. Non legge i segni.

Quando neghi la tua essenza, si comprime la tua energia. Questo determina un livello profondo di frustrazione al quale si può rispondere in due modi: scappando o attaccando.

Scappare peggiora la situazione. Si alza il livello emotivo amplificando e stravolgendo le interpretazioni sulla realtà. L’amplificazione e lo stravolgimento a loro volta depotenziano la capacità di guardare a se stessi e alla vita con la giusta dose di speranza e responsabilità.

Attaccare significa agire verso. Ma verso cosa e chi? Attaccare per distruggere è un pò come scappare. L’atteggiamento più costruttivo è attaccare comprendendo ciò che si sta facendo. Ciò implica una dose importante di audacia, coraggio e verità interiore.

C’è un dato certo espresso saggiamente da un detto antico carlopolese: “a rota gira ppe tutti”. La ruota gira per tutti. A testimonianza che tutto ciò che fai in assenza di verità interiore e autenticità ritorna indietro amplificando le conseguenze.

Il padre di Julia ha subito cento volte di più di quello che gli sarebbe stato necessario se fosse andato oltre le convenzioni e le paure che spesso sono il pilastro di queste ultime.

Quante volte nei processi educativi si dice: ” non fare questo perchè se no…”?

Pensate alla vostra vita: quanti copioni si ripetono?

Alcuni escono da situazioni dolorose per entrare in altre ancora più dolorose. Cosa sta davvero accadendo? Quali porte non sono state chiuse?

L’ingiustizia perpetrata ai danni di se stessi e degli altri ritorna a boomerang e con potenza maggiore non solo nei campi in cui viene agita ma anche in quelli in cui apparentemente non è mai arrivata.

Cerchiamo la felicità nei grandi gesti e restiamo in attesa che arrivino le grandi soddisfazioni.
 
Eppure la felicità è un sentimento che si costruisce tutti i giorni adottando un atteggiamento educativo realmente propositivo.
 
Ho intitolato l’articolo di oggi: l’importanza di amare, l’effetto boomerang per sottolinerare quanto sia fondamentale dare valore ai propri sentimenti senza tuttavia soccombere.
 
Tutto ciò che facciamo torna indietro a boomerang,
 
Il detto: ” fai del bene e dimenticalo, fai del male e pensaci” esprime in pieno cosa intendo con l’effetto boomerang.
 
Il male è quella condizione in cui agisci senza considerare attentamente le condizioni che accetti. A catena si sviluppano reazioni cche ne amplificano le conseguenze e questo a medio e lungo termine va a ripercuotersi su tutti gli ambiti dell’esistenza.
 
Prima di agire, bisogna chiedersi: ” sto agendo secondo la mia verità interiore”?

Il padre di Julia si è fatto sopraffarre. Julia si è messa in cammino.

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2 commenti su “L’importanza di amare: l’effetto boomerang

  • Donatella Albergo

    Posso dire con franchezza che ” ad un passo da noi” ha esercitato una vera e propria attrazione fisica oltre che mentale per me. E’ stato come un percorso obbligato per un cammino che avevo gia’ cominciato dentro me stessa. Frasi come ” quando avrai paura, rallenta il tuo passo” lascia che ti attraversi e vada dalla direzione opposta”, ” frena i pensieri, cura le azioni e ritrova la memoria”, ” se cerchi il miracolo devi costruirti la strada” ” ogni meta ha il suo ostacolo” “piu’ coltiverai l’ essenzialita’, piu’ forte sarai davanti alle tentazioni” ” se avrai pazienza e l’umilta’ necessarie, capirai come usare il tuo dono e il modo in cui utilizzerai questo dono determinera’ la tua felicita’” e altre ancora fanno di qursta lettura un vero e proprio viaggio all’ interno di se’ stessi, perche’ effettivamente qualsiasi sia l’ avventura che intraprenderai nella tua vita la ricerca e’ sempre la stessa….per tutti…questo libro mi ha semplicemente confermato che vale sempre la pena conoscere a fondo se’ stessi, per conoscere gli altri ed il mondo…
    Perseguire e volere il bene degli altri, di chi ci sta intorno….e’ l’ espressione piu’ bella e piu’ vera di amare se stessi!!!
    Grazie Angelina