L’intervista di A parole mie ad Angelo Gigliotti


 

L’essere umano può realizzare un numero infinito di sogni quando impara che il sogno è a portata di cuore. Vivo immersa tra le montagne. Ho la fortuna di poter vivere sia l’alba che il tramonto cambiando solo la stanza nella quale sto.

Le montagne sono guardiani e memoria. Proteggono e ricordano. Sia che le guardi sia che le cammini, hanno il grande potere di insegnarti come guardarti dentro e in che modo interpretare il tuo sentire.

Angelo Gigliotti è un appassionato di cammino.

Cosa lo rende speciale?

Che è anche una persona che ama il suo territorio.

Unendo la passione per il cammino all’amore per la sua terra, prima ancora di dare un’identità giuridica al suo progetto, ha portato avanti una visione temeraria e giusta. Ha iniziato a mappare i luoghi. Insieme al suo gruppo e ad altri appassionati ha dato un nuovo impulso proponendo un modo diverso di “stare a casa”.

Forse grazie a questi gesti folli e visionari che nascono da un forte senso di appartenenza, ritorneranno le fate del Reventino e le nostre montagne ritorneranno ad essere non attrattori di turismo di moda ma di bellezza e interiorità.

Troppo felice di averlo intervistato e di aver dato spazio a Discovering Reventino, la sua associazione. Che poi non è solo Discovering Reventino ma Discovering Te stesso.

Camminate con loro, camminate per voi.

Buone riflessioni

  • Cosa significa per te vivere il territorio?

Noi siamo l’ambiente ed il paesaggio in cui siamo cresciuti e viviamo. Vivere il territorio, per me significa prenderne consapevolezza, ricostruire il legame con ciò che ci circonda, conoscere gli alberi che dimorano vicino casa, i nomi delle montagne che possiamo osservare dalla nostra finestra, la storia dei nostri borghi, sapere semplicemente dove sorge il sole e dove tramonta (non è scontato) e  grazie a questa consapevolezza, divenire parte attiva nei processi di cambiamento che lo interessano. Dobbiamo conoscere e amare ciò che ci circonda e impegnarci per tutelarlo.

 

  • Perché hai scelto il cammino? O e il cammino che ha scelto te? Raccontaci il tuo rapporto con “i piedi”.

Faccio un lavoro che amo, ma che spesso mi porta ad andare di corsa per rincorrere scadenze ed obbiettivi; avverto sempre più il bisogno di “lentezza”, di recuperare il rapporto con me stesso e ciò che mi circonda e quando posso cerco di dedicare parte del mio tempo libero alla lettura, alla meditazione e al cammino. Penso che nel profondo siamo tutti un po’ nomadi ed erranti, abbiamo solo necessità di scoprirlo. Il mio primo viaggio a piedi è iniziato un po’ per caso, qualche anno fa, con la mia compagna, in un viaggio “zaino in spalla” sulla costa portoghese, ci siamo ritrovati davanti alla segnaletica di un bellissimo sentiero che saliva su una scogliera a picco sull’oceano e così, per istinto, abbiamo deciso di percorrerne un breve tratto. Non eravamo attrezzati o preparati per un trekking, ma non abbiamo saputo resistere, alla fine abbiamo camminato per quattro giorni. Da allora non riesco a fermarmi, ricerco nel viaggio le stesse sensazioni e continuo a spostarmi a piedi, lentamente, nei luoghi che non conosco e in quelli che conosco per riscoprirli con occhi nuovi.

  • Genius loci: cos’è per te?

È ciò che mi spinge a tornare. Lo studio e il lavoro mi hanno spesso portato lontano da qui e tutt’ora vivo a metà tra Roma e la Calabria. Il rapporto con i luoghi, l’energia che trasmettono, la bellezza dei nostri paesaggi, le sensazioni provate passeggiando in un bosco, sono aspetti intangibili ai quali troppo spesso non riusciamo a dare valore, perché siamo abituati a dare valore solo in senso economico.

Se con ostinazione provo a tornare è soprattutto per questo, per ciò che non si vede e non si può comprare.

  • Discovering Reventino: cosa significa vivere il Reventino e quali prospettive offre al territorio dal tuo punto di vista?

Ogni luogo ha il suo Genius loci. Dobbiamo tornare a dare valore ai luoghi e al territorio in cui viviamo. Tornare a percepirne la bellezza…poi da questa partirà tutto il resto!

Con Discovering Reventino puntiamo dunque a recuperare questo rapporto perduto, attraverso vecchi e nuovi strumenti, cerchiamo di coinvolgere la comunità e le associazioni del territorio in laboratori di ricerca e narrazione collettiva sui diversi aspetti che caratterizzano il territorio stesso (natura, paesaggio, storia, etc.). Il fine ultimo è quello di favorire una nuova percezione collettiva del territorio e della sua geografia. L’aspettativa più ambiziosa è quella di costruire insieme, per l’economia dei nostri borghi, strade alternative per l’economia dei nostri borghi a quelle finora intraprese di speculazione e saccheggio delle nostre risorse più importanti. Con Discovering Reventino stiamo cercando di dimostrare che le alternative esistono e che possono essere più convenienti per tutti.

  • Quali sono le attività principali dell’associazione e quali obiettivi vi proponente di raggiungere con ognuna.

Come accennavo sopra, il progetto è suddiviso in una serie di laboratori tematici che si propongono di approfondire di volta in volta i diversi aspetti del territorio.

Nel mese di Aprile del 2015, abbiamo lanciato il “Reventino Trekking Lab”, un laboratorio con il quale ci prefiggiamo di costruire in modo partecipato, una rete di sentieri tematici nell’area del Reventino, e di promuovere la cultura del cammino, della conoscenza dei luoghi e lo sviluppo di economie basate sul turismo lento e sostenibile.

In tre anni sono molti i risultati raggiunti. Sono stati progettati 12 sentieri tematici ricadenti in 13 Comuni dell’area del Reventino e un itinerario a piedi di più giorni, che attraversa quasi interamente il gruppo montuoso e le sue valli, per una lunghezza complessiva di circa 130 km di sentieri mappati.

Abbiamo coinvolto diverse associazioni locali e numerosi appassionati di trekking, in laboratori cartografici ed uscite sul campo. Per ogni sentiero progettato sono stati programmati diversi eventi aperti a tutti, con lo scopo di promuovere il sentiero raccogliere informazioni da parte dei partecipanti: tracciati GPS, punti di interesse, osservazioni, materiale multimediale (foto, video). Le informazioni raccolte sono state utilizzate per una narrazione collettiva dei sentieri attraverso i canali social dell’associazione (facebook, instagram e app dedicate alle attività outdoor) e per l’implementazione di una specifica App geografica per il racconto dei sentieri esplorati. Dal mese di  maggio del 2017, l’associazione è entrata a far parte della rete Federtrek Escursionismo e Ambiente, una Federazione Nazionale di associazione per la promozione della cultura del cammino e per la tutela dell’ambiente; grazie alla federazione sono stati attivati dei percorsi di formazione per le guide/accompagnatori volontari dell’associazione.

Nel mese di Settembre 2017 l’associazione ha ospitato il primo gruppo internazionale di camminatori, provenienti dalla Francia, progettando per loro un itinerario a piedi tra le montagne del Reventino e della Sila, conclusosi con la risalita dell’isola di Stromboli.

A questo gruppo ne sono seguiti altri e sono diversi i progetti aperti in collaborazione con tour operator e associazioni che si occupano di turismo lento e sostenibile.

Tra gli aspetti tematici trattati finora dall’associazione, un forte peso è stato inoltre dato al racconto, delle specie di fauna e flora presenti nell’area e alla promozione del valore della Biodiversità, quale fattore determinante per la qualità ambientale e di vita del territorio. In particolare sono stati progettati due sentieri tematici all’interno dei due SIC “Boschi di Decollatura” e “Monte Condrò” ricadenti rispettivamente nei Comuni di Decollatura e Serrastretta. L’interesse per il tema ha portato all’organizzazione della prima edizione di un Weekend interamente dedicato al racconto e “Alla scoperta della Biodiversità del Reventino”, che si è tenuta dal 2 al 4 Settembre del 2016. Tre giorni di cammino, birdwatching ed attività di intrattenimento, su tre diversi sentieri, all’interno delle Aree della Rete Natura 2000 presenti sul territorio, con protagonisti il Falco pellegrino, la Salamandra pezzata e l’Osmoderma eremita, accompagnati da esperti naturalisti provenienti dal mondo scientifico.

In seguito è stata aperta un’attività interna, preliminare alla progettazione di un apposito laboratorio tematico, di raccolta dati georeferenziati delle osservazioni sul campo, registrate durante le nostre uscite, riguardanti la presenza delle specie di maggiore interesse, come la Salamandra Pezzata, lo Scoiattolo Nero e i Coleotteri Saproxilici.

Un ulteriore campo di lavoro dell’associazione riguarda la valorizzazione e il racconto dei Paesaggi del Reventino attraverso la fotografia Naturalistica e Paesaggistica. Ciò ha portato all’organizzazione di un Contest Fotografico, già alla seconda edizione, dedicato alla geografia e ai Paesaggi del Reventino, che ha visto finora la partecipazione di circa 70 fotografi provenienti dall’area di interesse del progetto, che hanno contribuito attraverso i loro scatti al racconto collettivo delle bellezze naturalistiche e paesaggistiche del territorio. Al contest è seguita l’organizzazione di una mostra, la pubblicazione di un Calendario con le foto scelte dalla rete e l’implementazione di una mappa interattiva con i punti panoramici più caratteristici dell’area del Reventino.

Un obbiettivo importante raggiunto nel corso dei primi tre anni di attività, è stato il forte coinvolgimento della comunità e di numerose associazioni e attori sociali nelle attività dell’associazione e nella creazione di una rete diffusa per la progettazione condivisa in visione di sviluppo integrato e sostenibile dell’area del Reventino.

  • Bellezza e natura: ci descrivi questo rapporto attraverso la storia e la geologia del Reventino?

Una particolarità delle nostre montagne ancora troppo poco conosciuta, sta nella loro storia geologica. Secondo il geologo statunitense Walter Alvarez (e molti altri), nel “Cuore verde del Reventino”(nome dato al primo dei sentieri tracciati), nelle pieghe delle sue pietre verdi, viene svelata l’origine geologica della nostra regione. Secondo Alvarez, gli Ofioliti del Reventino appartengono a un antico fondale oceanico (Tetide), la cui chiusura ha determinato la formazione delle Alpi. Alcuni pezzi di questa catena montuosa (per dirla in modo semplice), con la loro geologia costituita prevalentemente da rocce metamorfiche e graniti, sono derivati verso sud andandosi a collocare tra le montagne appenniniche di origine sedimentaria e calcarea del Pollino e la linea di Taormina. Questo ha generato un cocktail fatto di unità geologiche di diversa origine, a pochi km di distanza l’una dall’altra, come il nostro monte Reventino e il Monte Tiriolo, ad esempio, ed ha determinato incredibili diversità di paesaggio e di specie di flora e fauna; diversità di colture e culture. Dunque buona parte della bellezza del nostro territorio deriva dalla sua storia più antica.

  • Cammino e senso di appartenenza: come camminare nei luoghi del proprio territorio può essere utile.

Come accennavo nelle precedenti risposte, occorre superare la dualità uomo-natura, uomo-paesaggio, noi siamo la natura ed il paesaggio che ci circonda. Camminare tra i boschi e i sentieri, osservare il territorio da vicino e da più punti di vista, insieme a persone provenienti dai diversi paesi del circondario, ha fatto sii che pian piano mi sentissi sempre più parte di quel territorio e nello stesso tempo mi sentissi sempre più parte di questa comunità, aldilà dei confini amministrativi e dei campanili che spesso dividono uomini e culture.

Mi piace pensare che come me, chi ci ha seguito nelle nostre uscite in montagna abbia provato le stesse sensazioni e che questo camminare insieme serva a costruire pian piano un nuovo senso di comunità.

  • Quali sono i valori che ti ispirano?

Ho capito con il tempo che il segreto per stare bene è riuscire a vivere il più possibile esperienze che siano nutrimento per il proprio spirito. Ho la fortuna di fare un lavoro che ha una qualche utilità sociale e dedico parte del tempo libero all’azione politica e al volontariato.

Sono ben cosciente che molte delle cose per cui mi impegno non cambieranno facilmente, ma non mi importa. Non punto ad arrivare in cima, sono concentrato su me stesso, sulla direzione da prendere e sul prossimo passo da compiere. Mi faccio interprete di un cambiamento già in atto, per cercare con l’azione di cambiare me stesso.

  • La parola: come la usi, come la curi?

Curo la parola cercando di renderla coerente alle mie azioni. Ma soprattutto curo la parola cercando di non risparmiarla quando si tratta di esprimere un pensiero positivo. Come la riconoscenza ad esempio. Penso dovremmo impegnarci un po’ tutti in questo senso, alcune parole possono diventare rigeneranti e trasmettere le energie giuste per il cambiamento.

 “La gratitudine silenziosa non è di grande utilità a nessuno.” (Gertrude Stein)

  • Dove possiamo trovarti (mail, contatti)

angelogigliotti5@gmail.com

discoveringreventino@gmail.com

ANGELO GIGLIOTTI

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