Ascoltami: ho bisogno di te


Ascoltami: ho bisogno di te

Quante volte hai pronunciato, sussurrato, detto dentro di te questa frase?

Come un fiore, l’essere umano ha bisogno di sentirsi ascoltato. È la sua acqua dopo giorni di siccità, il suo nutrimento quotidiano.

Quando ti senti ascoltato, la tua energia è diversa. Qualcuno riconosce il tuo sentire e risponde con il suo amore.

E tu, ascolti? Perchè una relazione funzioni, la reciprocità è fondamentale. Se c’è uno sbilanciamento da una parte piuttosto che da un’altra e per tempi prolungati, la pianta va in sofferenza. Sfiderà il caldo o il freddo solo se sarà curata con la giusta dose si saggezza.

L’inaridimento che si può avvertire per non sentirsi ascoltati può anche derivare dall’azione di ascoltare che non fai con la giusta autenticità. Da qui si costruiscono vere e proprie convinzioni devastanti sulle intenzioni degli altri, sulle loro mancanze, sui loro comportamenti. Ciò avvia un circolo vizioso di incomprensioni che rischiano di seccare la relazione e perdersi l’occasione di vivere con l’altro in autenticità.

Le domande sono sempre due:

  • Ascolti?
  • Ti senti ascoltato.

Le risposte devono essere autentiche.

In Ad un passo da noi, in questo viaggio dal 1700 al tempo delle Vestali, e ancora più indietro, al tempo dei Druidi, l’ascolto avviene in tanti modi ed è essenziale per comprendere la realtà e l’abbondanza che essa offre. Miguel è uno dei personaggi principali che al momento opportuno ha saputo eclissarsi per consentire un’alba più vera per Julia.

Con quel ragazzo avevo scambiato poche parole. Appariva e scompariva con grande facilità. Non sapevo nulla di lui. Era al servizio dei Lopes. Questo era certo. Ma di che cosa si occupasse, era un mistero. L’unica cosa che avevo notato era che il signore lo guardava sempre con affetto così come faceva con Andreia.

Ebbi l’intuizione: era anche lui un figlio illegittimo e Andreia l’amore nascosto del padrone di casa. Presi coraggio e glielo dissi. Lui mi guardò e rise di gusto: “Mio padre è morto durante il terremoto lasciando mia madre e me di pochi anni. Il signore ci trovò miracolosamente vivi in una chiesa dove eravamo entrati per festeggiare i santi. Tra le macerie udì un gemito: era il mio. Mio padre aveva fatto da scudo e aveva protetto entrambi. Era uno dei suoi più cari amici. Fu mosso a pietà e ci accolse nella sua casa trattandoci come familiari stretti, con la benedizione di sua moglie”. Mentre io sprofondavo sempre di più per la brutta figura, lui incalzava con il suo racconto.

Grazie alla sua bontà, ho avuto privilegi che i poveri come noi non possono avere. Diventerò un matematico. Ho studiato nell’Università più prestigiosa. Ogni anno vuole che ritorni qui sull’oceano a far pace con lui. Non so se ci riuscirò mai ma ci vengo per non fargli un torto”.

Mi morsi la lingua dalla vergogna e abbassai lo sguardo. Gli chiesi perdono per la mia invadenza. Lui sorrise e continuammo il nostro cammino in silenzio, interrotti di tanto in tanto solo dalle esclamazioni di gioia della piccola.

Ci mettemmo a raccogliere conchiglie mentre Miguel, seduto a terra, contemplava l’oceano. Avrei dato chissà che cosa per conoscere i suoi pensieri ma non avevo il coraggio di fargli altre domande.

Camila prese il libro e iniziò a leggerlo. Parola dopo parola, frase dopo frase, ritornarono alla mente immagini: vidi una donna vestita di bianco, un tempio e il fuoco.

tratto da AD UN PASSO DA NOI di Angelina Pettinato

Cosa sei disposto a fare allora per sentirti ascoltato? Sei davvero disposto ad ascoltare? Lo farai senza giudicare o pregiudicare? L’atteggiamento che assumerai sarà fondamentale perchè tu possa davvero sentirti finalmente amato per come meriti.

Ad un passo da noi traccia un cammino. Vuoi seguirlo per imparare?

Scrivimi un messaggio, raccontami cosa significa per te ascoltare. Sono qui per esserti utile.

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Altrimenti, se vuoi una dedica scrivimi la tua parola e te lo spedirò direttamente io.

ascoltami

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