Intervista al cantautore calabrese Carmine Torchia 2


 

A parole mie ospita oggi un cantautore calabrese di grande sensibilità. Quando l’ho ascoltato per la prima volta, ho pensato che avesse un dono speciale: far vibrare le parole senza farle urlare.

I suoi testi sono storie di vita, attimi fotografati su un pentagramma raffinato e discreto.

Entri nellle sue canzoni a passo leggero, attraversi le emozioni, non prima di averle provate sulla pelle e quando esci ti senti diverso.

Il suo cantautorato è di qualità, alta qualità per i contenuti e per le musiche.

Gli ho chiesto se potevo intervistarlo perchè rappresenta quella Calabria che fa bene, che si spinge oltre i confini e diventa patrimonio di tutta l’umanità. L’ho intervistato perchè le parole che usa sono curate e per questo potenti, perchè chi le tocca e le fa sue, può respirare come si realizza un sogno.

Grazie Carmine di avermi concesso qualche minuto del tuo tempo. “Come rondini” (titolo della sua ultima canzone) mi auguro che chiunque legga possa viaggiare verso la propria autenticità.

Come è nato il tuo amore per la musica?

L’amore vero e proprio è scoccato verso i 14 anni suonando e cantando nella prima band a Sersale. Ma immagino che un germoglio di interesse ci fosse già prima. Del resto, a 6 anni ascoltavo (passivamente) De André (pur avendone paura), Paolo Conte e altre cose che ascoltava papà. La mattina, prima di andare a scuola, mamma ci faceva cantare il Nabucco di Verdi. Ho cantato e suonato in chiesa le canzoni della chiesa. Cose del genere, insomma…

Le tue canzoni entrano dentro come ruscelli d’acqua e poi si trasformano in oceani. Come crei questa meraviglia?

È una metafora molto poetica, ti ringrazio. Un certo tipo di canzone ha sull’ascoltatore effetti inspiegabili, così come inspiegabile è il come le canzoni arrivino a chi le scrive. Dipende pure molto dalla tipologia dell’ascoltatore: se questi cerca canzoni che hanno un certo peso specifico è molto probabile che proverà sentimenti di meraviglia.

Quanto è importante per te la Parola?

Essendo uno scrittore di canzoni posso dire che lo è moltissimo: la parola ha un suono, una caratteristica che le è strettamente correlata. Qualche giorno fa sono andato a sentire la presentazione di “Per il verso giusto – piccola anatomia della canzone”, un libro di Simone Lenzi (il cantante dei Virginiana Miller) che diceva che tra la parola e la musica c’è un rapporto matrimoniale che viene consumato dalla voce in una sorta di atto erotico e sessuale. Lo trovo molto bello e indicativo.

Come nasce una tua canzone?

Grossomodo da un’idea melodica che trascina tutto il resto: parole, armonia, ritmo e interpretazione. Il problema è, come dicevo prima, capire da dove arrivi.

A quali valori ti ispiri e quali sono i messaggi che vuoi inviare?

I miei sono valori libertari, quindi valori di libertà e autodeterminazione, con una spiccata propensione all’amore, all’estetica delle cose. Immagino che tutto questo lo si possa rintracciare nelle canzoni che scrivo e che canto.

Da Sersale al Mondo: mi racconti come si realizza un sogno?

Sostituirei “realizzare un sogno” con “assecondare l’indole”. Dovrebbe essere naturale. La riuscita è determinata dalla capacità di capire in tempo cosa si vuole davvero, poi nel perseguirla con caparbietà, amore e totale dedizione.

Le tappe del tuo prossimo concerto?

Si stanno definendo le tappe di un nuovo tour che mi porterà in giro per il Paese e per l’Europa.

Sui social, dove possiamo seguirti?

Facebook è il canale che utilizzo di più. È lì che in tempo reale vengono pubblicate le novità.

FB: Carmine Torchia

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2 commenti su “Intervista al cantautore calabrese Carmine Torchia

  • Nello colosimo

    Grande Carmine, sono un Po di anni che non ci vediamo forse dieci o di più. Non contono, sono molto contento di poter leggere queste belle parole che questa giornalista ha scelto di scrivere per te, io so che non è cosa di tutti i giorni, e ne sono ancora più orgoglioso che non hai dimenticato le nostre origini.
    Spero che ci sarà l’occasione di poterti vedere dal vivo, ti auguro di cuore una strada pulita da percorrere in questo cantiere aperto che è l’Italia. Ciao carmine