BUONGIORNO DONO DI DIO


Così mio nonno iniziava le sue giornate. Per oltre 80 anni il suo primo pensiero era un ringraziamento all’immensità. Analfabeta eppure ricco di cultura emozionale. Lo vedo ancora seduto con il suo cappello, il suo bastone e il suo baffetto impeccabile, da U Mbastaru. Lo vedo lì con il suo sguardo profondo, in attesa che mi avvicini e lo saluti. Da piccoli sembra quasi un dovere, da grande è un emozione che ti fa sgorgare le lacrime dagli occhi. Ci sono lezioni che ricevi da piccolo e che impari da grande. Quanto vorrei ritornare lì e sedermi accanto a lui per farmi raccontare la sua storia; quanto vorrei essere lì a respirare la sua presenza. Il rapporto con i nonni nasce speciale perchè i nonni sono più liberi dalla responsabilità genitoriale e si lasciano più facilmente trascinare nel vortice dell’infanzia di quegli esserini che vengono dalle loro stesse creature. Ed è speciale perchè i nipoti li vedono come il loro tesoro personale: la gamba alla quale aggrapparsi quando si è fatto qualcosa che non va ma anche la voce da cui farsi ispirare. Nonno Giuseppe era un pastore. Mia madre, nelle fredde giornate invernali, mi raccontava sempre delle loro giornate, dei lavori nei campi, dei tempi serrati della pastorizia, della bellezza di riunirsi intorno ad un tavolo. Tanti sacrifici, eppure mia madre ricorda l’affetto, ricorda di quando piccina correva dal padre e lo baciava sul baffetto; ricorda di quando il nonno portava le persone a casa per farle mangiare, delle sue ubriacature ma soprattutto della tenacia con la quale ogni mattina si alzava per compiere il suo dovere. Non l’ho mai visto affacciarsi al balconcino eppure posso sentirlo lo stesso mentre con il cuore si inchina e chiede la sua benedizione con la gratitudine del risveglio. Potrei continuare a leggere migliaia di libri ed è probabile che lo farò, ma questa frase semplice scivola dentro di me come fosse olio. E me ne vado con la memoria a quando saltavo dal letto per correre alla finestra e vedere la transumanza. Ero affascinata dalla compostezza delle mucche, dall’entusiasmo degli agnellini e dalle arrampicate furtive delle capre. Il rumore dei campanacci e quello degli zoccoli sulla strada hanno esercitato su di me sempre un grande fascino. Con il passare degli anni ho capito che non era fascino ma familiarità. Quante volte l’hanno fatto i miei nonni e i miei bisnonni. Quanti risvegli prima del sole per arrivare a destinazione il prima possibile. Il cammino della mandria è il cammino che ha portato fino a me: ecco perchè mi è caro, ecco perchè corro ancora quando li sento arrivare (anche se adesso è più raro). La determinazione di questi uomini sotto il sole, sotto la pioggia, con il freddo, con un pò di calura; la determinazione della sopravvivenza ma anche della poesia. Per me è poesia, per me è amore. Allora non posso che continuare a tributare il mio affetto più profondo a quell’uomo che, già in cielo da tempo, è venuto a trovarmi il mio primo giorno in una stanza che non era mia, in una città sconosciuta, Urbino, per dirmi di non avere paura. Ti dirò, caro nonno, ho avuto paura tante volte e questo mi ha aiutato ad affrontare le sfide che la vita mi ha messo davanti. La tua figura in fondo alla stanza tuttavia mi ha consolato tante volte al punto che sei ancora qui, con un cane che non ho mai visto, mentre guardi un obiettivo. Quell’obiettivo sono io che ti guardo e che ti ascolto mentre mi dici che starai al mio fianco come un angelo, che continuerai ad esserci per me. Grazie del tuo Buongiorno, grazie del tuo esistere che è radice dentro di me, grazie della tua tenacia, è un incentivo a continuare; grazie di essere ancora lì seduto sulla sedia fuori dal bar. Poco importa se non c’è il tuo corpo, c’è il tuo ricordo e questo è molto di più di quanto io possa volere. Grazie perchè la tua frase è un grande insegnamento che va oltre i paroloni; grazie per il tuo spirito di accoglienza che va al di là di leggi e normative; grazie del tuo passo sotto la pioggia: è ciò di cui ho bisogno quando ho paura; grazie di essere venuto a darmi coraggio e soprattutto grazie di essere ancora così vivo, così presente e così potente; grazie perchè attraverso le tue transumanze io ho imparato che la libertà ama lo spazio ed il tempo, ama il coraggio ed il sacrificio, ama le lacrime e l’allegria, ama il cammino verso il mare e verso la montagna perchè è figlia della terra, ama scendere, salire, andare in una direzione e cambiarla quando il cuore non batte come dovrebbe, ama il calore del sole e quello che bisogna cercare quando fa freddo,ama me che traccio il mio cammino, sbagliando a volte ma anche andando verso l’orizzonte con la spregiudicatezza di chi ha voglia di sperimentarsi e crescere, ama il modo in cui mi avvicino ed anche quello in cui mi allontano per avvicinarmi ad altro. Grazie, e sempre BUONGIORNO DONO DI DIO…

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