Formarsi è amarsi


Il 12 settembre è iniziato un nuovo percorso di formazione per la Promethes (http://www.promethes.it/), l’associazione che abbiamo creato cinque anni fa con Graziella e Susanna. Ad accogliere le allieve del master di Pedagogia Clinica e quelli di Criminologia c’era una nuova aria, una motivazione diversa ma ancora meglio una consapevolezza più profonda del percorso che stiamo facendo. In questi cinque anni abbiamo imparato tantissimo su cosa significa stare insieme, su cosa significa accoglersi e accogliere. Ci siamo accettate senza condizioni e tra un’incomprensione e il desiderio di superarla, abbiamo imparato a conoscerci e a praticare l’una nei confronti dell’altra la tolleranza, l’entusiasmo, la fiducia. Adesso non ho più necessità di parlare con Graziella, mi basta guardarla per capire come e cosa fare. Per lei è lo stesso. La sintonia che si è creata, che ci ha reso sorelle, ci sta portando ad un livello che mai avremmo potuto pensare di raggiungere se non ci fossimo date l’opportunità di collaborare. Nel percorso abbiamo incontrato quasi subito Antonio e lui è diventato l’ago della bilancia ed anche quell’anima che ci spinge a riconoscere le nostre potenzialità e a spenderle al massimo con generosità e gentilezza. Come si pratica l’abbondanza? si pratica con la condivisione.
Di passo in passo, siamo arrivate allo yoga della risata: partecipo alla certificazione perchè credo nell’entusiasmo di Graziella. Da buona introversa, mi ritrovo immersa in una situazione che mi spinge a ridere e, di più, a farlo senza un motivo. Mi spingo oltre e ci riesco. Non ci basta: vogliamo diventare teachers. Andiamo a San Leo (fra qualche giorno sarà un anno) e lì scopro di essere capace di sentire con più facilità l’altro. Cinque giorni intensi che mi fanno mettere in discussione, che mi fanno sognare, che mi fanno ripercorrere percorsi battuti dall’esperienza ma non ancora battuti, sconfitti. Ritorno a Carlopoli con una nuova pergamena che non attacco da nessuna parte perchè devo mettere in movimento il mio corpo e quello che sono. Viaggio in lungo e in largo per la mia terra ma non è ancora abbastanza perchè non basta mettersi fisicamente in macchina, è necessario entrarci con l’anima, con le emozioni. Si creano nuovi contatti, nuove relazioni. Cambia il mio modo di alimentarmi, faccio delle scelte che sono controcorrente rispetto al mio ambiente e inizio a sentire i segnali dei miei muscoli, dei miei organi. Pian piano mi accorgo che urlano perchè non mi occupo di loro, non li ringrazio abbastanza per quello che fanno per me ogni istante della mia vita. Cambiano anche i rapporti: mi allontano da alcuni, mi avvicino ad altri. Gli eventi cominciano ad incastrarsi ed io comincio ad accorgemene. I sogni diventano dei punti di riferimento e la realtà assume un aspetto più piacevole, più esaltante. Apriamo un altro master, quello in Criminologia: siamo delle pazze e va bene così. Ci occupiamo di comunicazione, di morfopsicologia, di ciclo di contatto. Abbiamo bisogno di condividere la bellezza di stare insieme: se bisogna insegnare qualcosa, bè!, che sia imparare a comprendersi, ad accettarsi. La nostra attenzione non è sul delitto, sulle gocce di sangue ma sulla speranza, sulla costruzione. Vogliamo che gli occhi siano capaci di capire, di leggere il comportamento e di accompagnare verso il benessere, verso la serenità. Si chiude il primo master di Pedagogia Clinica: sembrava impossibile aprire una edizione in montagna e invece parte e la Promethes comincia a planare sulla strada della possibilità. Seminario dopo seminario scopriamo nuove cose, sperimentiamo nuovi modi di trasmettere le nostre conoscenze e le nostre competenze. Debora si fida di noi, lascia che il suo progetto entri dentro al nostro. OIDA entra in Calabria e lei diventa parte del nostro cuore vibrante. Continuiamo godendoci la lentezza delle lezioni perchè i concetti entrino per osmosi e la velocità perchè più persone sappiamo che noi amiamo motivare, dare speranza, trasmettere tutto quello che sappiamo. Arriva la  proclamazione del primo gruppo e di già un altro è partito con noi in un’altra avventura. Continuiamo a formarci: non ci interessano i punteggi o le pergamene; noi vogliamo di più. Vogliamo essere all’altezza della nostra missione: essere utili. Incontriamo nuova gente, alcuni li perdiamo di vista, altri diventano persone speciali per la nostra esistenza. Mentre nasce un fiore  in un terreno dove abbiamo avuto la spregiudicatezza di piantare un seme, prendiamo coscienza che ogni luogo è fertile. Fiorisce un bellissimo giardino e siamo felici perchè è anche merito nostro. Arrivo a ieri e spiego la teoria del sè in un modo nuovo: prendo Kung Fu Panda e Se scappi ti sposo. Mi dò la possibilità di fare sperimentare al gruppo il senso di possibilità: le faccio disegnare, le bendo e mi porto a casa la soddisfazione di vederle accese. Adesso che sto scrivendo mi lascio guidare dall’entusiasmo di Graziella che sta spiegando il ciclo di contatto e mi fermo a rivedere il video di un tango che io adoro. Mi distraggo un pò, guardo le statistiche di questo blog e provo una grande gioia nel vedere che il post sulla Scuola dei Talenti (http://www.scuoladeitalentilife.it/) è il più letto: non è un’altra storia, è una realtà che si incrocia con la mia grazie al fatto che mi sono lasciata ridere e che ho imparato a dire di si. La consapevolezza è chiedersi: cosa ti piace fare? con chi hai voglia di stare? chi ti fa vibrare l’anima? chi e cosa ti accende? La consapevolezza è saper dire di si, è saper costruire, è creare, è fermarsi, è andare a tutta velocità. E’ mettersi in sella ad una bicicletta per godere della capacità di stare in equilibrio; è il vento che ti accarezza la pelle; è il sogno che ti viene a trovare di notte per illuminarti il giorno. Bisogna crederci, credere in se stessi e credere negli altri al di là di tutto. Ecco perchè formarsi: per dare forma all’entusiasmo, per dare forma al nostro progetto, per imparare ad avere fiducia, per accogliere con più amore, per essere all’altezza di questo Universo che ci chiede poesia, spiritualità e pragmatismo. Io sono mentre realizzo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.