Viaggi


Una farfalla si lascia fotografare mostrando tutta la sua bellezza, una più piccola rimane immobile su un fiore altrettanto consapevole della sua meraviglia. Alcune lumachine a forma di conchiglia se ne stanno appollaiate su un muro. Lo Ionio e il Tirreno se ne stanno lì immensi a sinistra e a destra lasciandosi ammirare dall’alto di un castello che nasconde i suoi tesori sotto un prato verde. Siamo a Tiriolo insieme a Mariapaola e questa è una delle poche ma intense giornate di agosto in questa estate strana ed estatica. Sono passati un pò di giorni da quella giornata ed io sono qui a ricordarne, ancora fresca, le emozioni. Si vede lo Stromboli. Quest’anno i vulcani hanno assunto un ruolo particolare. Ben venga: chi più di loro può esprimere la forza dell’energia! Qualche giorno più tardi, contro ogni previsione, mi ritrovo in Sicilia. Dopo l’esperienza mozzafiato sull’Etna, mi ritrovo a Siracusa a chiudere una gestalt e ad aprirne un’altra. Tutto mi è sembrato diverso: le strade, i colori, i profumi. Una donna canta nell’Orecchio di Dionigi entrando inconsapevole nella profondità dell’anima. Il teatro mantiene intatto il suo carisma: sembra vivo, lo è! Mi siedo un attimo sulle scalinate e immagino quello che può essere stato su quel palcoscenico di pietra. Quante emozioni saranno passate da lì. Quanti applausi sono entrati a far parte della memoria di quel luogo? Scherzo con Graziella alla ricerca di uno scatto che mi ricordi cosa sta succedendo dentro di me. Ci metto dentro Sognando la meta e in un attimo ripercorro il cammino fatto insieme a lui. Mi vengono in mente le letture che mi hanno dedicato: si! dedicato! perchè se è vero che le ho scritte io le parole e altrettanto vero che sentirle interpretare da qualcun altro mi tocca, mi commuove e mi entusiasma. Rivado con il pensiero alle riflessioni fatte e condivise con me da chi l’ha letto. Ogni tanto vado a rileggerle e mi sorprendo sempre nel trovare in esse sfumature che mi erano sfuggite, verità nascoste nel racconto e nuove prospettive. Mi piace ricevere feed back, mi aiutano a migliorare, a vedere, a  vivere nuove sensazioni. Mi convinco che tutto ha un senso e quando Graziella,nel ripercorrere quello che è successo dalla nascita di Promethes, disegna un cerchio sul tavolo per ricordare a se stessa e a me che tutto quello che è accaduto sembra essere parte di un disegno ben definito, mi fermo estasiata. Nessuna casualità, solo eventi concatenati che ci portano nel presente. Me ne rivado agli anni dell’università e al lavoro fatto per psicologia della personalità sulla teoria della bellezza di Matteo Loredano Lorenzetti. Non avevo libri nei quali cercare la tensione amante. Comprai dei quadri e ingrandii la copia di uno di quei giochi dell’enigmistica in cui ti chiedono di unire i puntini. La sintesi perfetta di quello che la teoria voleva esprimere: un uomo che offre un fiore! La tensione amante è quell’energia che ci consente di donare all’altro qualcosa di prezioso di noi. Un’energia dalla quale scaturisce qualcosa di più forte, di più potente perchè si incontra con un altro essere e genera un nuovo campo magnetico.
Mi rifugio sotto ad un altro albero secolare: ha un potere magico su di me. Mi sento protetta dalle sue chiome e sicura sulle sue radici. Piccola e grande allo stesso tempo, in pace con il gigante buono che mi accoglie e si fa abbracciare da me. 
Me ne ritorno in macchina e poi subito dopo sul traghetto a rigodermi il tramonto mentre rientro in Calabria. Mi viene voglia di fare i taralli con zia Giovanna. Glielo chiedo e in un baleno sono con le mani immerse nella farina che profuma di anice e di memoria. Ritornano la nonna, i racconti di mamma sulla quotidianità di lei bambina, il rumore della legna che brucia, il calore dei forni caldi. Le ricette non sono semplici esecuzioni, sono la narrazione di un passato che si incontra con il presente per incantare ancora una volta.
E sono di nuovo qui, nel mio letto, in questa domenica di completo relax…

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