STORIA DI UN PLATANO, DI UN TRAMONTO E DELLO STUPORE


Mentre
scendiamo a salutare “lo spirito” del bosco, il mare, con i colori del
tramonto che comincia a farsi strada nel cielo, ci accompagna sullo
sfondo. E’ immenso, calmo, presente da prima che venisse piantato il
seme di un albero che 500 metri più in là dai parcheggi, ci incanterà
con la sua tenacia. Il rumore dei passi e delle voci riempiono quel
luogo di nuove presenze. Ci avviciniamo in fila indiana e lui, il
platano, discreto perchè nascosto da
tanti piccoli alberi al suo confronto, e imponente per la sua grandezza,
ci fa alzare il naso all’insù. Le sue radici sono piantate a terra
eppure si ergono per almeno due metri. La sua chioma abbraccia quelle
vicine e il suo tronco cavo ospita pazientemente l’entusiasmo di almeno
venti persone. Ha quasi mille anni ed è determinato, meraviglioso, vuoto
eppure pieno. Sento il bisogno di abbracciarlo, di toccarlo, di
baciarlo. Un inchino dell’anima alla tenacia che sfida il tempo e
cresce, resiste, accoglie. Senza fiato, senza pensieri! la frenesia mi
assale: dentro al tronco mi fermo qualche momento con la mano che vuole
diventare per un attimo parte di quella immensità. Provo ad ascoltare
quello che sento dentro. Quando esco fuori, cerco nuovamente uno scatto
che mi immortali accanto a lui. Poi si risale e di nuovo il mare mi
stupisce. Qualche metro più in là si passa in un nuovo silenzio, un
nuovo incanto. C’è un rudere: un eremo bizantino che si affaccia
all’orizzonte. Il tramonto è strabiliante, in lontananza si vede sua
maestà lo Stromboli. Penso di essere in un mondo incantato! Una piccola
tappa alle pale eoliche: fanno un leggero rumore e guardarle da vicino
mi provoca una strana sensazione. Non mi va di restare a lungo lì…Il
viaggio continua: ci aspettano le terme romane: un altro gioiello nato
ai tempi di Diocleziano e non segnalato dall’incuria di chi non ha
ancora compreso che la memoria è importante, che l’amore si nutre anche
di essa. Che dire? l’amore è semplice, quando si complica è perchè non è
ancora tempo. Se è reale resisterà come il platano e sarà discreto e
potente… Siamo sempre qui, in Kalon Brion (Calabria), qui dove sorge
il sole, qui dove sorge il bene!

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