Sognando la meta spegne la prima candelina


E’ passato un anno da quando è uscito il mio romanzo. Che viaggio meraviglioso! Inizio questo post con quello di Enzo Palmieri sulla rosa perchè esprime in pieno quello che sta accadendo da quando ho sparso i primi volumi sul tavolo della mia cucina per vederli tutti e sentirne il profumo intenso:
“MIRACOLO o PRODIGIO:
Il miracolo é per definizione la realizzazione
di un evento eccezionale che trascende le leggi fisiche. È qualcosa che
in sé trattiene qualcosa di magico e si differenzia dal prodigio in
quanto il prodigio pur essendo di sua natura eccezionale non travalica
le leggi fisiche. Tuttavia a mio parere, sia il miracolo che il prodigio
racchiudono dentro di essi la speranza di ottenere un risultato
insperato. É il caso di questa rosa, dimenticata durante le vacanze,
e bruciata dal sole della scorsa estate. Era uno stecco giallo marrone
che doveva esser buttato via. A vederlo, nessuno avrebbe mai scommesso
sulla sua rinascita. Era bruciata, secca, senza vita e io non vedevo
luce. Quest’anno ha svernato assieme alle sorelle, non gli é stata
somministrata una cura particolare, … Solo era viva la speranza che
potesse vivere ancora, che potesse dar un minimo segno di vita.
Innaffiata regolarmente, é stata dimenticata per una seconda volta,
perchė considerata un caso impossibile. E invece contrariamente a tutte
le diagnosi, la scorsa domenica quando ormai tutte le aspettative, anche
quelle, erano state abbandonate, lo stecco giallognolo si é trasformato
in un bocciolo di raffinata bellezza. Un’altra lezione di vita. Anche
se tutto sembra essere perso, é folle sperare, ma l’evoluzione ė basata
proprio sulla follia di chi persegue imprese a prima vista impossibili.
MIRACOLO o PRODIGIO che sia, la lezione ė che alla base della vita, …. c’è la SPERANZA”
Come la rosa di Enzo, anche Sognando sta facendo la stessa cosa. Si nutre del mio entusiasmo ma soprattutto degli incontri speciali. Da aprile ad oggi le presentazioni si sono moltiplicate e con esse le emozioni e le possibilità. Sto scegliendo dei posti non convenzionali e più lascio che accada più mi stupisco della bellezza che mi torna indietro. Sto incontrando persone speciali che mi stanno aiutando a rompere le barriere. Se fosse per le mie paure mi barricherei dietro la scrivania. Il coraggio tuttavia sta diventando sempre più importante nella mia vita e così mi siedo su una spiaggia, mi siedo a terra, in cerchio e ascolto in religioso silenzio quello che gli altri hanno letto nel mio libro. A volte mi sembra quasi inutile parlare perchè ciò che sento va oltre e in questo oltre io ho bisogno di perdermi per assaporare quello che mi viene rimandato. Ieri per esempio a Taverna a Il dono di Shiva gli attori della Compagnia teatrale “Tutto Esauriti” hanno interpretato dei brani del romanzo e li hanno intitolati “Meridione”, “Volontariato”, “Amore” e “Natura”: la voce calda, i gesti ampi e i corpi attenti a creare emozioni mi hanno lasciato dentro la gioia di aver scritto. Altrettanto potente la musica cantata dal vivo da un ragazzo che ha un’anima graffiante e importante. La mia gratitudine più profonda va alla mia maestra Gabriella, a quei due accenti mancati che si stanno trasfromando in ali, a quel tema sull’autunno. Ho un dovere nei confronti di quella bambina di 8 anni, che ha fatto scorrere la sua bic sul quadernino ed è andata oltre la paura di sbagliare, scrivendo le parole, le une dietro le altre e scoprendo di avere una passione fatta di inchiostro e di libertà. Ho un dovere nei confronti di quella bambina che mi ha insegnato che l’indipendenza è un valore importante e che più la colori di gentilezza e di semplicità più ti aiuta a realizzare mete. Ho un dovere nei confronti di quella bambina che dal passato viene a trovarmi nel presente con la freschezza di chi sa che l’unica strada perseguibile è quella del cuore; che viene a ricordami che bisogna che coltivi il mio sogno con entusiasmo, che sebbene ci saranno altri accenti mancati, lo stesso realizzerò ciò che ho costruito con determinazione e tenacia. Quella bambina che si alza di scatto soddisfatta viene sempre più spesso a bussare alla mia anima ed è lì gioiosa e sorridente, accesa verso la novità, felice di stare dove sta e del ruolo che ha nella mia vita. Lei che si avvicina alla cattedra sapendo di aver compiuto la sua prima impresa, oggi è una sorta di guida. L’entusiasmo che sto riscontrando durante le presentazioni, mi suggerisce che sono sulla strada maestra e fosse anche quella secondaria, va bene perchè l’importante è mettersi in cammino. Abbi cura di te! Coltiva il sogno nel presente, agita il cuore affinchè possa portarti ovunque vuoi. Sii fedele al tuo sentire, quello autentico. Ascolta il tuo corpo: ti invia sempre i messaggi giusti. Alza lo sguardo e guarda gli altri negli occhi senza giudicarli. Ognuno di noi ha la sua storia da raccontare. Sorridi, qualcuno potrà ispirarsi. Crea contatti e mantienili: saranno sempre fonte di nutrimento. Riserva alle persone che hanno arricchito la tua vita un posto prezioso dentro di sè: saranno sempre pronti a farti del bene. Fai del bene e senza riserve. Non preoccuparti del successo delle tue azioni, preoccupati piuttosto di fare il meglio possibile. Ascolta il bambino che è dentro di te: ti insegnerà la fedeltà e la speranza. Fai le scelte che possano renderti migliore: siamo nati per realizzarci. Abbi cura dei tuoi sentimenti, nutrili di verità, quella del cuore e sii consapevole che ognuno coltiva la sua. Tra amare la forma o il contenuto, privilegia sempre quest’ultimo prima che il primo ti inaridisca. Porta pace nei piccoli gesti quotidiani e sappi che basta poco, davvero poco per rendere il mondo meraviglioso. 

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