Il Big Bang e l’esplosione della meraviglia


Prima
di immergermi in una nuova presentazione di Sognando la meta, tra qualche ora a
Catanzaro, sento il bisogno di riprendermi le emozioni della settimana scorsa a
Castrovillari. Grazie ad Annamaria Caputo, a Minella Bloise e Michela Santo mi
sono ritrovata in una “vasca dei saperi” a godermi la dolcezza del
violino, la sicurezza della chitarra e la profondità di una voce: tutti lì per
me, per il mio romanzo. Dopo essermi concessa l’opportunità di comprendere come
è nato l’universo e aver sentito il punto di vista degli scienziati, tutto
quello che ho imparato fino a quel momento ha trovato il suo coronamento.
Un
astrofisico, Neil De Grasse Tyson, afferma che ogni molecola che forma il
nostro corpo, anzi gli atomi che formano le molecole possono essere fatte
risalire alle strutture che in precedenza hanno formato i nuclei di stelle
gigantesche, di supernove che sono esplose riversando la loro materia nella
galassia arricchendo le nubi di gas preesistenti con il principio della vita.
Quindi siamo tutti collegati, tra noi a livello biologico, con la terra a
livello chimico, con l’universo a livello atomico. È una bella sensazione, mi
rende felice, mi fa sentire veramente immenso. Vuol dire che non siamo migliori
dell’Universo ma siamo parte di esso, siamo dentro all’Universo e l’Universo è
dentro di noi. 
In pratica
siano polvere di stelle e il rapporto con l’energia non è una questione
romantica, ma una certezza atomica. Ho trovato il documentario straordinario
perchè mi ha consentito di avere maggiore consapevolezza di come il punto
interrogativo sia alla base della conoscenza umana. Più domande ci poniamo,
maggiori opportunità abbiamo di saperne di più di noi, dell’altro,
dell’esistenza. Le risposte che più contano sono quelle che ci consentono di
porci altri interrogativi perchè non c’è esperienza migliore al mondo che
quella di conoscere. Quando parlo di conoscenza non mi riferisco alla
cognizione ma all’amore quale condizione unitaria che ci consente di
sperimentarci in quella che Matteo Loredano Lorenzetti chiama tensione. Come
funambuli, sospesi su un filo, camminiamo verso direzioni ignote perchè quello
che è più importo, più del traguardo, è il viaggio “verso casa”. E si
perchè la strada che percorriamo è quella che ci condurrà direttamente alla
nostra essenza. Così è stato a Castrovillari: le musiche scelte, i brani
narrati mi hanno dato la sensazione di un ricongiungimento. La voce di Minella
era la mia, l’intensità del suo sentire era la mia, e la Valse di Amelie di
Yann Tiersen, Novecento di Ennio Morricone, Libertando di Astor Piazzolla erano in linea con il mio ritmo,
quello che mi ha fatto scrivere, quello che cura da sempre i miei alti e bassi
e ovunque mi trovi mi porta sempre alla penna e alle sue emozioni più intense.
Minella ha scelto la prima e l’ultima pagina: quella in cui sin da piccolo
Ettore scopre che la bellezza è legata ai sentimenti e quella in cui Sofia ha
la conferma che nulla accade per caso. I pensieri si accavallano l’uno
sull’altro: come è possibile che persone che non mi conoscono hanno scelto le
pagine di cui più avevo bisogno in quel momento? non ho risposte, ho certezze:
perchè l’attenzione che poniamo in quello che facciamo non ha bisogno di
esplicitazioni, sarà disponibile per chiunque abbia voglia di soffermarsi un
attimo in più. In mezzo sceglie la canzone di Sandro e quando grida
“torna” non trattengo l’emozione di quella preghiera e mi unisco la
sua voce. Nel mentre Annamaria si muove. Dopo avermi presentato con Gibran e la
sua poesia sull’amicizia, va e viene a inframezzare i miei commenti con le loro
interpretazioni. Alla fine si stupisce che la sua improvvisazione abbia portato
quel risultato: c’era un’improvvisazione della forma, ma non del contenuto.
Sono grata per quello che hanno fatto, per aver pulito la piazza, per aver
scelto Gibran, Yann Tiersen, Ennio Morricone, Astor Piazzolla per aver scelto il violino e la
chitarra (tante volte li ho suonati nella mia mente), per aver letto i brani
più importanti per me in quel mercoledì. Grata per il valzer che ho ballato con
Michela, per la danza che si è creata con i presenti, per il cerchio che si è
creato: piccoli e grandi gesti di cui mi sono nutrita ben bene. Sogno,
progetto, gentilezza, gratitudine continuano ad essere importanti per me.
A tutto
questo si è aggiunta la risata e il bello di ridere in compagnia di teachers
fantastici, Maria Silvia e Agostino, anime splendenti che hanno sempre fame di
meraviglia. Vestono la semplicità e coltivano la consapevolezza. Non si può che
augurare loro l’abbondanza e la prosperità. Esprimo lo stesso desiderio per Graziella, per la sua sorellanza, Ilaria Dapino per il suo esserci.
Grazie alla violinista e al chitarrista per la discrezione e la passione con la quale mi hanno accolto.
Sono felice
del mio cammino, so che mi sta conducendo alla mia meta.
Sia sempre il sole acceso dentro di te,
perché la sua energia è parte di noi. Ogni movimento che compiamo ha dentro di sé
la meraviglia dell’universo. Sia sempre acceso il fuoco della conoscenza e ti
porti sempre il calore dell’amore. Sia prende acceso l’entusiasmo perché tu
possa sempre cogliere il divino che è dentro di te: Figino sostiene che c’ha
creato la Cura, ci sta sostenendo la Terra e facendo vibrare Giove. Sia sempre
acceso il desiderio di intraprendere il viaggio della vita e il coraggio di
viverlo fino in fondo. Sia sempre acceso l’amore perché possa portarti ovunque
il tuo cuore abbia bisogno di saziarsi.
Grazie Big
Bang!!!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.