Il gusto della felicità


In mezzo alla miriade di post sul dolore, io decido di mettere entusiasmo, riflessioni su quanto sia bello mettersi in gioco attraverso atteggiamenti di cortesia, gentilezza, gratitudine, condivisione di tutti i passi che conducono al successo. Quando penso al successo, io penso semplicemente al raggiungimento dell’obiettivo. Che sia farsi un programma giornaliero e rispettarlo nelle sue linee generali, che sia qualcosa di più complesso, come il raggiungimento di un traguardo emotivo, professionale. Credo fortemente nel potere del sorriso, nella sua capacità di accendere relazioni importanti, di nutrirsi anche di interazioni che nella loro fugacità, hanno comuque la forza di lasciarti dentro il gusto del momento, il gusto dell’istante i cui la condivisione del particolare, arricchisce ciò che sei nel tuo profondo. In questa nostra società in cui ci si aggancia all’altro con la tristezza e la compassione, io scelgo di legarmi paradossalmente, forse, con la libertà. La libertà di pensare che ogni giorno è il migliore per essere gentili. La libertà di vivere la gratitudine come atteggiamento vincente. La libertà di agire motivando se stessi a dare il meglio di sè. Prendersi cura della nostra quotidianità, del tempo offertoci per cogliere gli elementi che ci servono davvero per coricarci la sera con la consapevolezza di aver imparato qualcosa in più della nostra esistenza. Io credo nelle piccole cose, credo nel gesto impercettibile dell’accoglimento di uno sguardo che comprende il tuo vivere. Credo nel gesto impercettibile del mio sguardo su quell’istante in cui colgo l’autenticità mia e di chi mi sta accanto. La passione per quello che si fa è alla base di tutto: non possiamo motivare l’altro se la motivazione non percorre ogni nostra singola cellula. Bisogna trasudare entusiasmo che altro non è se non coerenza di pensiero ed azione, di cuore e mente. L’entusiasmo si nutre di follia e di serietà, di impegno e cortesia, di desiderio e tenacia. Bisogna chiedersi: cosa voglio da me? cosa posso fare oggi per sentire di aver fatto qualcosa di importante per la mia vita? Cosa significa fare qualcosa di importante? io credo significhi contribuire. Sergio in Sognando la meta contribuisce a rendere grande il progetto del padre e quest’ultimo contribuisce a dare slancio al progetto del figlio. Lo slancio e la grandezza poggiano il loro essere nell’accettare la libertà dell’altro. Antonio spinge suo figlio Sergio a crescere secondo le sue aspirazioni educandolo all’impegno. E Sergio accoglie e coltiva gli insegnamenti di suo padre per diventare uomo e per imparare a scegliere non tanto secondo al dovere quanto piuttosto al piacere di partecipare ad imprese che siano utili alla vita, non solo dei suoi cari ma di tutti coloro che direttamente ed indirettamente trarranno beneficio dal suo progetto. Sergio è stato educato all’osservazione, ai ritmi della natura, alla sinfonia del gioco di squadra. Ecco, io credo in questo amore, perchè di questo trattasi. Credo nell’amore dei piccoli passi, nell’amore che esplode in un sorriso, nell’amore che lega attraverso gesti semplici, al di là del tempo e nello spazio. Credo negli insegnamenti del passato che danno i loro frutti nel presente. Credo nel presente quale unico luogo nel quale possiamo imprimere il nostro sigillo, nel quale possiamo dare voce alla nostra voce. Credo nel fatto che coltivare la fiducia sia la strada maestra. Credo che il mio successo dipenda da me, dalla mia capacità di dare valore alle mie risorse e peso ai miei limiti. I limiti sono confini fino ai quali bisogna spingersi per capire quando e come poterli superare. Credo che la gentilezza, la gratidudine, l’apertura agli altri sia un’opportunità che non lede anzi arricchisce la nostra intelligenza. Sta sempre a noi decidere da che parte stare. Io scelgo me in mezzo agli altri.
 “alzai lo sguardo e vidi davanti a me Sergio
e la sua visione mi diede la certezza che quell’omone di un
metro e novanta fosse nato per complicarmi la vita.”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.