Ama il prossimo tuo come te stesso


BOZZA DEL CAPITOLO SECONDO
Amare è una condizione permanente di un sentire che si affina grazie all’apertura del cuore; che si alimenta grazie alla nostra capacità e alla nostra forza di andare al di là delle apperenze, al di là delle garanzie e delle convenzioni sociali che, se da un lato ci consentono di adattarci, dall’altro, se non manteniamo un buon grado di autonomia di sentimento, ci inglobano facendoci perdere la strada, il nostro cammino. Il più grande errore che ho commesso è stato quello di non usare il pronome personale io nella narrazione reale di ciò che sentivo dentro di me. E’ importante dare voce al nostro io, vivere in prima persona ogni evento accettando di poter fallire ma anche convincendosi che il successo dipende più dalla prospettiva che adottiamo che dal risultato immediato che otteniamo. Ci hanno dato un tempo presente e nel farlo sono partiti dal singolare e poi sono evoluti nel plurale. Questo significa che l’azione ha sempre bisogno di almeno una persona consapevole che si muova nel mondo con la passione e l’entusiasmo necessario. In questa nostra realtà bombardata dalla conoscenze e dalle informazioni, va avanti nella direzione della serenità solo colui che sa andare oltre ad esse. perchè se è vero che il bagaglio di conoscenze ci aiuta a risolvere i problemi, è altrettanto vero che è il nostro carisma personale che ci guida nelle trame della conoscenza stessa e ci aiuta a tessere la tela che vogliamo. Siamo noi che scegliano la qualità del filo ed anche il telaio che ci consentiranno di esprimerci. Ecco quindi che l’amore passa dalla cura di ogni nostra singola cellula, dall’ossigeno che siamo capaci di far entrare nel nostro corpo, dall’anidride carbonica che riusciamo a buttar via, ringraziandola comunque del suo lavoro dentro di noi.
Il più grande dono che ho fatto a me stessa è stato quello di lasciarmi andare al corso del mio sentire. Un gesto che ha preso importanza gradualmente, senza clamori. Un gesto che mi ha consentito di accettare il mio sentimento al di là del senso di conquista e contro ogni idea di sfida. L’amore non sfida, non provoca, non pretende. L’amore ama la semplicità, è generoso, sa attendere ma anche accettare che non venga ricambiato. Non si ama per essere ricambiati. Non ha niente a che fare con il dovere. Addirittura non ha a che fare nemmeno con chi ne è il destinatario. Ha piuttosto a che fare con l’intimità della propria anima, con la coerenza del cuore che non si immola, al contrario vive ogni battito del suo slancio vitale. Ecco quindi che si ama punto e basta, che si rispetta la libertà dell’altro. La libertà è fondamentale per l’amore. E’ come la clorofilla per la pianta. E’ ancora più importante della reciprocità, perchè quest’ultima non avrebbe ragione di esistere se non si poggiasse su questo valore tanto universale quanto umano. Più ci sentiamo liberi di amare, più l’amore ha possibilità di trovare la sua metà. Più abbiamo fiducia nella nostra capacità di amare, più possiamo trovare qualcuno che ci ami con la stessa intensità. Non c’è un tempo nè uno spazio che fungano da garanzia. C’è solo la certezza di consentire alla nostra interiorità di fare ciò che sente giusto per sè, senza insistere ma solo perseverando nell’atto di amare a prescindere.
Potendo, chiederei al mio angelo custode di lasciare me e affiancare il tuo perchè ogni tuo passo sia benedetto e protetto dalle insidie e dai pericoli di una vita che ci chiede di rischiare, di provare, di sperimentare noi stessi al massimo delle nostre possibilità.
Potendo diventerei io stessa una presenza invisibile e discreta, pronta ad intervenire ogni momento per garantire la tua libertà di essere e di esistere.
Potendo, coltivo me stessa, dò valore al mio agire, mi abbandono ai messaggi che vengono dal profondo e vivo fuori cercando il bello di ogni singolo istante. Non so dire se bisogna prima amare se stessi e poi amare gli altri. Forse queste due azioni avvengono in contemporanea perchè amando l’altro, si ama se stessi; forse perchè l’altro è in grado di accendere la luce dentro di te. Certo è che una volta trovato l’interruttore, siamo noi stessi capaci di accendere il sole su ogni momento della nostra vita. Il compito quotidiano che abbiamo è lasciarci accarezzare dalla bellezza di amare, tutto il resto verrà come conseguenza del sorriso che siamo capaci di dedicare a  noi stessi e al mondo.

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