Abbi coraggio, il resto verrà da sè per te


Carlopoli, Due Gennaio Duemilaquindici
Una nuvola lunga e quasi piatta, grigio intenso, campeggia sul Reventino e tra di loro a unirli una striscia tra il giallo e l’arancione. La Natura evidenzia ciò che unisce, al contrario, quando studiamo o leggiamo semplicemente un libro, tendiamo a sottolineare ciò che riteniamo più rilevante e non chiaramente, gli spazi tra un rigo e l’altro, o tra le parole. Non c’è errore in nessuno dei due metodi ma di certo quello della natura mi affascina. Per Lei che evidenzia il tratto di mezzo, tutto è importante: la maestosità di un monte che conosce le fate e l’imponenza di un cumulo di particelle d’acqua condensata che non ha ancora deciso se riversarsi su di esso o su altro. Forse il vento le porteranno altrove, forse no. Non è dato saperlo per chi non si intende di metereologia. Intanto però, come accade per le poesia, in questa immagine, solo apparentemente immobile, c’è un ritmo intenso e profondo. Fintanto che il buio non ci consentirà più di ammirare questo panorama, partono associazioni di pensiero, riflessioni e così come velocemente si presentano nella mente, altrettanto repentinamente si allontanano come se si fosse un soffio di fondo, uguale al rumore dell’Universo, che le spinge da un lato all’altro della coscienza, della consapevolezza. Fermo nella memoria la poesia di un conterraneo Felice Mastroianni e grazie ai suoi versi, in un attimo mi ritrovo a cercare le fate nel bosco. Dove si trova il loro trono? perchè c’è, e lì da millenni, questi esserini fantastici prendono decisioni. A volte si trasformano in lucciole e accompagnano di notte il cammino delle persone audaci, altre volte si divertono a muovere le foglie dando una melodia diversa alla passeggiata dell’insolito camminatore solitario, alla ricerca della sommità di alta. Altre volte ancora giocano con i bambini, gli unici che oltre a potere immaginarle possono nella loro fantasia cantare, parlare, ballare, costruire con loro. Vi è mai capitato di sentire i piccoli parlare da soli? o di verderli ridere senza rintracciare alcuna logica? o ascoltarli parlare con i loro amici immaginari? Sono loro, le fate, esserini invisibili che sprigionano energia e bellezza e invadono, come fanno i raggi del sole a mezzogiorno, qualsiasi luogo in cui si trovino. Si cresce coltivando l’immaginazione, uno dei più grandi doni che l’essere umano potesse ricevere. Nel tempo solo gli audaci continuano ad usarla quotidianamente. Alcuni di essi lo fanno con consapevolezza, altri, quelli più fortunati, vivono senza curarsi del perchè la usano. Poche domande, regole al minimo ed entusiasmo fino all’orlo di un vaso che non può fare a meno di accogliere un fiore e nello stesso tempo di bagnare con la sua acqua la terra. Perchè non c’è gocciolina che non desideri di ritornare ad essa, non c’è vento, temperatura che possa ostacolare il suo cammino. Ad essa appartiene e con essa sta! Così come le fate appatengono a chi è in grado di stupirsi, allo stesso modo le gocce sono parte di un ciclo che sa di eternità. Sentirsi dentro a ciò che ci unisce e che ci fa stare bene ci aiuta a connettere cuore e mente e quando queste due realtà sono in armonia tra di loro si crea la magia, quella che ci consente di raggoiungere i traguardi. Anche il traguardo ha il suo senso, anche lui va nutrito di autenticità, anche lui ha bisogno di essere scoperto, cernito. Cosa è realmente importante per noi? cosa può renderci davvero felici? Quale strada ci può portare dritti verso la gratificazione dell’anima? Ci sta l’errore perchè con esso c’è il tentativo. Ci sta la ragione perchè grazie ad essa possiamo capire. Ci stanno le sensazioni perchè sono le vele che aiutano la barca a navigare sentendo il tempo. Ci stanno le emozioni perchè con esse in ogni momento possiamo sapere come muoverci nel mare magnum delle possibilità. Siamo dotati di tutto ciò che è sufficiente per soprvvivere; è tuttavia, come utilizziamo ciò che abbiamo che ci consente di vivere al massimo delle nostre possibilità. La scelta sta a noi! Piuttosto che soffermarci sulla logica degli eventi, dei comportamenti, possiamo lasciarci guidare dalla fiducia che più noi siamo coscienti di noi stessi, maggiori opportunità possiamo cogliere. Io so che è possibile essere onesti con la propria anima, so che l’unico modo che abbiamo di investire il tempo nella realizzazione dei nostri progetti, passa dalla nostra capacità di cogliere i segnali, non quelli che confermano la paura ma quelli che accedono l’entusiasmo; so che focalizzarsi è fondamentale; so che un segno importante sta nella stanchezza che non provi, nella freschezza dei primi istanti, nella voglia di continuare. Come la goccia e il suo cammino, come la goccia e il suo destino. So che bisogna costruire, non a casaccio, ma con la frenesia di un bambino che prende un pennarello e scarabbocchia su un foglio. Il quadro della nostra vita è una finestra aperta al mondo. So che ciò che determina la nostra serenità dipende da come utilizziamo le esperienze. Perchè non è ciò che subiamo dagli altri che condiziona il nostro presente, ma come usiamo il “subìto”. So che ogni incontro è prezioso perchè porta con sè il prezzo di ciò che siamo stati ma soprattutto di quello che riusciamo ad essere. So che nessuno può motivarti a produrre un cambiamento, solo tu sei l’artefice di te stesso. Sii quindi onesto con la tua anima, appassionato con i tuoi progetti, accurato con i tuoi pensieri, paziente con i tuoi sentimenti, fiducioso con i tuoi passi, armonioso con le persone che fanno bene alla tua vita. Abbi il coraggio di benedire ogni momento della tua esistenza, di benedire chi ha portato luce nella tua vita, di permettere alla vita di stupirti perchè la conoscenza non è riducibile alla logica, perchè la logica non sempre porta alla conoscenza. Abbi il coraggio di coltivare la speranza mentre ti impegni a realizzare. Abbi il coraggio di tenere caldo l’amore che sgorga da ogni cellula del corpo, lui saprà cosa fare. Abbi il coraggio di credere nella forza della tua bellezza, nella tenacia del tuo vagare, nella sregolatezza del tuo bambino interiore. Abbi il coraggio dell’attesa che non ti chiede di stare fermo, al contrario ti vuole in movimento. Abbi il coraggio di prenderti cura di te perchè è l’unico modo che hai per continuare a crescere. C’è una strada fatta di te che ha bisogno dei tuoi passi per sentirsi utile. C’è un mondo che vuole te per quello che sei realmente.C’è una fata in ognuno di noi che ha voglia di essere ascoltata, c’è una goccia di eternità che ha voglia di dissetare, c’è una Natura che ha voglia di evidenziare ciò che crea la coesione dei cuori con le menti di chi sa cercarsi. Abbi fede nella tua straordinarietà, ogni momento è quello buono per prendere le decisioni giuste.

Foto di Andrea Caligiuri

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