Storia di un cappello e di una rosa: le opinioni di uno scienziato


Il pollice e l’indice si muovono come se
stessero danzando. Senza sosta, con tenacia e determinazione afferrano l’invisibile
e lo portano da qualche parte in una coscienza che non è più condivisa con gli
altri. In una coscienza che può solo essere interpretata senza tuttavia
certezza di aver compreso il messaggio lanciato. In viaggio nel suo mondo,
quelle dita continuano a muoversi sicure nella mia memoria. La sua mente vagava
nell’universo mentre il suo corpo restava seduto su una poltrona. Si chiamava
Francesco ed era mio nonno. Sono cresciuta con lui. Presente in ogni momento
della mia vita con il suo carattere forte eppure a suo modo accogliente, torna
spesso a riscaldarmi il cuore. Come ieri sera. Sono saltata sul letto e mi sono
fiondata nell’armadio alla ricerca del suo cappello, conservato gelosamente a
ricordo di lui e della sua presenza. Lo trovo, è stato assalito dalle tarme
eppure conserva intatto il suo aspetto. Lo accarezzo come per ritornare
indietro di almeno dieci anni e applico una rosa. Sarà lui ad accompagnarmi
nella tre giorni del congresso della yoga della risata. Sarà lui a
rappresentare “l’eccentricità”: un cappello di un anziano e la rosa di una
bambina che sta mettendo gli accenti sui suoi sogni. Insieme a lui, una camicia
bianca di mio padre colorata di parole (libertà, love, risate, ho ho ha ha) e
di smile, fiori e cuori. Un abito di valori, di ricordi, di proiezioni nel
futuro. Mentre indosso nel pensiero quanto ho messo insieme, incontro una
lettera speciale, quella di un padre ad una figlia e penso che ci sia un legame,
un abbinamento non cercato eppure venuto a galla. Tra l’altro stanotte ho
sognato un’onda altissima che mi travolgeva senza tuttavia distruggermi. Mi sono
semplicemente radicata bene a terra senza paura e ho lasciato che l’acqua
facesse il suo corso. La stessa che nella stessa nottata mi ha lanciata in aria
riempiendomi di entusiasmo; la stessa che ghiacciata mi ha fatta muovere su un
sagrato. In ogni forma, mi disseta e tutto mi sembra più chiaro. Ritorna la
lettera che dice che la scienza non ha ancora spiegato la forza più potente
dell’universo, quella che è al di sopra e in mezzo a tutto l’esistente, che è
invisibile eppure così tangibile sia all’osservatore acuto che a quello
più distratto; così tangibile a chi la subisce e a chi la elargisce, per quanto
non si subisce né si elargisce, semplicemente è dentro ad ogni singola cellula
e scorre fluida quando scopre la sintonia. Questa forza è luce, è gravità, è
potenza, moltiplica ed esalta, nutre. Chiunque se ne sia interessato, filosofi,
scienziati, poeti e contadini: tutti concordano nel dire che è la cosa più
importante che esista. Sopra di essa non c’è nulla, attraverso di essa tutto è
possibile. Grazie ad essa, scopriamo il nostro infinito, al nostra divinità. La
straordinarietà è data da lei, il viaggio nella vita è fattibile solo per
merito suo. Chi la cerca dentro di sé, chi la trova fuori di sé, nel
particolare e nel generale, nelle sfumature e nelle evidenziazioni, nell’anonimo
e nel celebre, nel passo lento del gustatore e in quello veloce dell’ingordo di
felicità, scopre che non c’è niente di più normale e niente di più speciale di
lei. Sto parlando dell’amore e di ciò che di esso pensa il grandissimo
Einstein. A sua figlia, destinataria della sua lettera, lui consegna la nuova
equazione. Se invece di E=mc2 accettiamo
che l’energia per guarire il mondo può essere ottenuta attraverso l’amore
moltiplicato per la velocità della luce al quadrato, giungeremo alla
conclusione che l’amore è la forza più potente che esista, perché non ha limiti
.
Penso che la sua opinione vada condivisa per intero:
Eistein:
lettera a sua figlia

Quando proposi la teoria della relatività,
pochissimi mi capirono,e anche quello che rivelerò a te ora,perché tu lo
trasmetta all’umanità,si scontrerà con l’incomprensione e i pregiudizi del
mondo. Comunque ti chiedo che tu lo custodisca per tutto il tempo
necessario, anni, decenni, fino a quando la società sarà progredita abbastanza per
accettare quel che ti spiego qui di seguito. Vi è una forza estremamente
potente per la quale la Scienza finora non ha trovato una spiegazione formale. È
una forza che comprende e gestisce tutte le altre,ed è anche dietro qualsiasi
fenomeno che opera nell’universo e che non è stato ancora individuato da noi. Questa
forza universale è l’Amore. Quando gli scienziati erano alla ricerca di
una teoria unificata dell’universo,dimenticarono la più invisibile e potente
delle forze. L’amore è Luce, visto che illumina chi lo dà e chi lo riceve. L’amore
è Gravità, perché fa in modo che alcune persone si sentano attratte da altre. L’amore
è Potenza, perché moltiplica il meglio che è in noi, e permette che l’umanità non
si estingua nel suo cieco egoismo. L’amore svela e rivela. Per amore si vive e
si muore. Questa forza spiega il tutto e dà un senso maiuscolo alla vita. Questa
è la variabile che abbiamo ignorato per troppo tempo, forse perché l’amore ci
fa paura, visto che è l’unica energia dell’universo che l’uomo non ha imparato
a manovrare a suo piacimento. Per dare visibilità all’amore, ho fatto una
semplice sostituzione nella mia più celebre equazione. Se invece di E = mc2
accettiamo che l’energia per guarire il mondo può essere ottenuta attraverso l’amore
moltiplicato per la velocità della luce al quadrato, giungeremo alla
conclusione che l’amore è la forza più potente che esista, perché non ha
limiti.  Dopo il fallimento dell’umanità nell’uso e il controllo delle
altre forze dell’universo, che si sono rivolte contro di noi, è arrivato il
momento di nutrirci di un altro tipo di energia. Se vogliamo che la nostra
specie sopravviva, se vogliamo trovare un significato alla vita, se vogliamo
salvare il mondo e ogni essere senziente che lo abita, l’amore è l’unica e
l’ultima risposta. Forse non siamo ancora pronti per fabbricare una bomba
d’amore, un artefatto abbastanza potente da distruggere tutto l’odio, l’egoismo
e l’avidità che affliggono il pianeta. Tuttavia, ogni individuo porta in sé un
piccolo ma potente generatore d’amore la cui energia aspetta solo di essere
rilasciata.  Quando impareremo a dare e ricevere questa energia
universale, Lieserl cara, vedremo come l’amore vince tutto,trascende tutto e
può tutto, perché l’amore è la quintessenza della vita.  Sono
profondamente dispiaciuto di non averti potuto esprimere ciò che contiene il
mio cuore, che per tutta la mia vita ha battuto silenziosamente per te. Forse è
troppo tardi per chiedere scusa, ma siccome il tempo è relativo, ho bisogno di
dirti che ti amo e che grazie a te sono arrivato all’ultima risposta.
Tuo padre Albert Einstein

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